lunedì 20 ottobre 2014

Una fiction ci risolleverà (sigh!)

E ora basta, adesso hanno rotto davvero. L'ennesima fiction Rai basata sulle storie del miracolo italiano, imprenditori illuminati e fortunati che hanno lasciato il segno: ora è la volta dell'Autostrada del Sole, prima di una serie di grandi opere pubbliche che ha unito l'Italia ed ha contribuito a farne un paese moderno. Iniziativa buona, nelle intenzioni, ma che ancora una volta, sin dalle prime scene, lascia un grande amaro in bocca. Perchè, secondo il sottoscritto, ormai questo è un disegno preciso: affidare alla fiction il compito di risollevare il morale dell'italiano, schiacciato da scandali e degrado morale ormai da anni. Altresì non si spiegherebbe il proliferare di fiction analoghe: le sorelle Fontana, Adriano Olivetti, Enrico Mattei, Giovanni Borghi, ecc. Il Made in Italy è un curriculum che abbiamo ormai bruciato ampiamente, in tutte le sedi internazionali, non è il caso di infierire oltre, non facciamoci più del male. E voglio credere anche che non ci sia un disegno in tutto ciò, che sia solo un caso che gli sceneggiatori abbiano attinto dalle storie italiane esemplari tutti insieme e tutti nello stesso tempo, ma il dubbio rimane. Comunque, se pure fosse, se il pio intento fosse proprio quello di suscitare nuovi talenti e nuovi miracoli italiani, è un bambino morto in culla, perchè per ogni geniale inventore italico che tenta di aprire una bottega e farla crescere con una bella idea (ora le chiamano start-up, fa più trendy) c'è un burocrate che ti consegna una lista di adempimenti da onorare e di moduli da compilare (e dietro l'angolo un nerd nordeuropeo che l'ha già fatto ieri). Bravi, bravi, sceneggiatori dei miei maroni, v'ho lasciato 10 minuti del mio tempo e poi ho fatto zapping. Nauseato.


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