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martedì 2 giugno 2026

Studio (e un po' casa)


Perchè proprio il 2 giugno di venti anni fa inauguravo il nuovo studio? E perchè proprio in coincidenza con la Festa della Repubblica? Solo un caso. Oppure no, forse una ragione profonda c'è. 
Sono stato e continuo a sentirmi profondamente repubblicano. La chiave è sempre stata "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro". Ok, ho lavorato 20 anni (+9 almeno, lo studio c'era già, tra i muri di casa) e la mia repubblica l'ho costruita, lacrime e sangue. Ma sono solo un fesso: avrei ottenuto gli stessi risultati in altro modo, non muovendo in dito, con la sola forza delle parole e della persuasione. Dicono.
"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione"
.
Immaginiamo per un attimo di esserci sbagliati, tutti quanti. Il welfare, i diritti, il rispetto delle regole, l'inclusività, pagare le tasse: tutta roba obsoleta. Fatto? Ok: lo vedi? Funziona! Questa repubblica funziona ugualmente, si gode allo stesso modo! Accidenti, è vero: funziona lo stesso, sono proprio un fesso, tanta fatica sprecata! Però... che strano... non paarlo neanhe più italiano... mi sentho un pò suddamericano:
quem toca a campainha e grita para eu sair e deixar a casa imediatamente?
Stop! Che incubo... per un attimo mi son perso in un sogno sinistro: c'era una nazione governata da populisti spregiudicati eletti con gli inganni, intenti a sperperare tutte le ricchezze nazionali ed ipotecare quelle future.

Buona Festa della Repubblica!

martedì 14 ottobre 2025

Un anno dopo.

M. Vedo che state tutti bene senza di me, ad un anno dalla mia, diciamo... partenza, eh?

G. Ma no pà, cosa dici... mi manchi, altrochè!

M. Non devi fartene una colpa: è normale, la vita va avanti, anzi DEVE andare avanti. Significa che ho lavorato bene...

G. Mi manchi sì, però è diverso da come me lo aspettavo, voglio dire ho incassato il colpo e sono tornato a fare le mie attività, vengo a farti visita al camposanto (a proposito, bella la tomba, essenziale e sobria come nel tuo stile, font elegante), credevo mi saresti mancato tantissimo come dicono in tanti... aspetta, cosa vuoi dire con "ho lavorato bene"?

M. Che ho cercato di lasciare segni di me un pò ovunque, per non farvi sentire il peso dell'assenza. A proposito, il cycas davanti al tuo studio sta bene?

G. Già... il cycas, quello che ti chiesi di potarmi, quando il sabato prima passando davanti al mio studio mi domandasti: "C'è qualcosa che posso fare?" E ti diedi un paio di forbici: lavoro perfetto, non lo tocco da quel giorno! Lo sai: ti ho rivisto nel video catturato dalle tvcc di quel lunedì mattina. Ci sei tu che passi davanti allo studio, diretto verso il centro per le tue commissioni: ti fermi un attimo, ti affacci ed osservi il cycas, compiaciuto per il lavoro fatto. Ti giri, prosegui tranquillo e lentamente, baciato dal sole, scompari dall'inquadratura... 


(L'ultima immagine che mi rimane di te: sempre nel mio cuore, pà)

mercoledì 1 gennaio 2025

Gratitudine

Gratitudine è una parola bella e scomoda. Ti pone in una posizione di debolezza verso qualcun altro, ti obbliga a ricordare e questo è in contrasto coi tempi fast-food che attraversiamo. Essere grati per i traguardi raggiunti dai figli, dei viaggi a lungo sognati poi realizzati nel corso di questo 2024 ormai terminato è fin troppo ovvio. Classificare una perdita enorme come quella di un padre tra le categorie positive, questo è più difficile. Però se impariamo a leggere nei fatti che ci accadono, a leggerli nel profondo, io dico che anche la dipartita di un padre amato acquista un significato propositivo. Sulla sua unica (fugace) apparizione in sogno ci sto lavorando ancora: pare che annuisse all'idea di dare una svolta alle nostre vite, di renderle ancora più uniche, di essere innovatori e mediatori. Eh sì, ma pare che ci esortasse a farlo fuori dalle nostre zone di comfort: grato anche per questo.



giovedì 17 ottobre 2024

Ci siamo detti tutto (forse)

G. Ma ci siamo detti tutto, pà?
M. Non so... perchè?
G. Perchè il tempo potrebbe finire, magari non ce n'è abbastanza...
M. Il tempo è un concetto relativo: tu che hai studiato dovresti saperlo.
G. Aspè... dimmi un'altra cosa: quel segno di vernice rossa sul resto di un muretto a secco nell'intercapedine della tipografia, cosa rappresenta?
M. Il muretto è proprio quello del suolo originario: è stato lasciato lì appositamente. Da quel segno rosso abbiamo iniziato i tracciamenti del fabbricato, nel lontano 1962: diciamo che da lì è partito tutto ciò che poi si è sviluppato negli anni successivi.
G. Ah, ecco...
M. Va bene, posso andare ora?
G. No, stai pure: che fretta c'è, pà?!
M. Devo andare... poi tu hai tanto da fare, non voglio disturbarti.

                                                                                                        (ciao, pà) 

sabato 14 settembre 2024

Ci rivedremo, caro Crescenzio.

Di tutti questi anni nei quali ti ho conosciuto non riesco a trovare un solo momento senza il tuo sorriso bonario, Crescenzio. Altissimo, asciutto, una classe innata: stile e rettitudine, empatia, vasta e multiforme cultura, intelligenza e visione. Davvero un sacco di qualità le tue, una persona rara.
Un mecenate: quando te lo chiedemmo, accogliesti con entusiasmo il primo convegno internazionale sull'Architettura della Pietra a Secco al Trullo Sovrano, la celebre casa-monumento di cui avevi appena terminato il restauro, riaperta al pubblico all'indomani della iscrizione dei Trulli di Alberobello nella World Heritage List Unesco.
Un imprenditore lungimirante: tra i pionieri dell'informatica e dell'elettronica open-source in Puglia, comprendesti da subito le potenzialità di una società connessa e dell'automazione.
Un amante della propria terra d'origine: ricordo benissimo il racconto dell'emozione nella scoperta di Iazzo Scagno, l'antica struttura immersa nel verde delle querce secolari al centro delle Murge che coraggioramente strappasti dall'oblio per trasformarla in quella incantevole residenza che oggi è. E della memorabile cena inaugurale cui partecipammo io e Maria Grazia coi nostri ragazzini nella quale ebbi conferma delle tue straordinarie qualità umane, mettendo a proprio agio tutti, dal più piccolo al più grande, dal più umile al più titolato...
Un docente appassionato: un'intera generazione di tecnici ti sarà per sempre riconoscente per essere stato "il professore che sapeva spiegare", me compreso quando nel 1986 ero ad ascoltarti a tutt'orecchi in prima fila, nell'aula dell'Istituto Tecnico dove tu, giovane docente ventinovenne, snocciolavi con naturalezza e passione linguaggi di programmazione e logica booleana. 
Attorno ad una tavola imbandita, coi colori e i sapori della Puglia, ci rivedremo, caro Crescenzio.


mercoledì 21 agosto 2024

"...Dottori!"

Sono successe delle cose belle nelle ultime settimane. Io e Maria Grazia, nel giro di una settimana abbiamo ascoltato due volte la formula: "...per i poteri conferitimi dalla Legge la dichiaro Dottore in Ingegneria.". E' chiaro, ci riferiamo ai nostri Martino e Cosmo, che hanno voluto sorprenderci, nel bel mezzo dell'estate 2024 (che a questo punto ricorderemo non solo per il caldo afoso). 



Non c'è soltanto un gran lavoro dietro queste tesi di laurea: c'è soprattutto un intero percorso umano, lungo anni e a volte tortuoso. Vi abbiamo seguito a distanza, abbiamo sudato con voi e come voi siamo consapevoli che questa è soltanto una delle tappe importanti della vita.
Continueremo ad esservi accanto sempre e ovunque, vi stringiamo forte e andate avanti: più determinati che mai, puntate a mete ancora più alte!
Mà e Pà.








venerdì 18 marzo 2022

Eroicamente.

Mi piace ricordarti come in questa foto, Giuseppe: operativo, alle prese con la ristrutturazione del mio nuovo studio, anno 2005. Ti affidai i lavori, quando nessuno credeva in te e dicevano che eri troppo giovane per essere a capo di un'azienda già strutturata e con diversi dipendenti. Invece si sbagliavano, perchè i lavori furono portati a termine rispettando perfettamente contratti, tempi (inclusi gli imprevisti) e qualità delle finiture. Negli ultimi mesi ti ho visto combattere eroicamente contro "la stronza", ieri sera ci giunge la cattiva notizia, mentre io e Maria Grazia guardavamo l'ultima puntata della fiction Rai DOC - Nelle tue mani. Proprio DOC diveva che loro, i medici, si mettono in mezzo tra il paziente e "la stronza", ed il sacrificio di una vita, quando la stronza ha la meglio, non è mai inutile, perchè ne salva altre: la morte è una vita mutata e migliora chi rimane. Giusè, la tua vita eroicamente donata ci migliorerà tutti.


venerdì 31 dicembre 2021

Anno uno.

Quello che succede a San Silvestro è che fai i bilanci, quasi devi farlo. Non volendo sottrarmi alla tradizione, volendo farlo in maniera sintetica ma efficace, ho pensato che anzitutto questo anno 2021 succede a quello tsunami che è stato (per tutti) il 2020: quindi rappresenta una sorta di "anno uno", quello da cui ripartire dopo un reset. Ok, e sia.
Un attimo, ci vuole una foto che rappresenti degnamente la cosa... ce l'ho.
Fine settembre, una mattinata in giro per Torino, alla ricerca di una piadina nell'ora di pranzo, in una pausa appena terminata la sistemazione nel nuovo alloggio, quello del trasferimento dopo il grande lockdown: mi intenerisce, una mamma coi propri figli a mo' di guardie del corpo. Tenerezza, tanti significati.
Dueperdiciassette è nato per loro: erano bambini quando nacque questo blog, ora si affacciano alla vita matura, quella degli studi in una città a mille chilometri da casa, per seguire le proprie passioni e farle diventare qualcosa di cui vivere.
Cosmo per una serie di circostanze raggiunge Martino al nord. Ecco ci siamo: ora parte la retorica del nord-sud, il PoliTo che è meglio del PoliBa, ma pure il PoliMi è valido... ma basta, è deciso così!
Si matura con le scelte consapevoli: questa è una di quelle scelte in cui nè io nè Maria Grazia abbiamo avuto influenza. Quando sono scelte che sorprendono siamo alquanto orgogliosi, significa che in tutti questi anni abbiamo seminato e stiamo assistendo all'ora di iniziare a vedere i frutti (quanno ce vò, ce vò...)
Anno uno, testa sulle spalle, il mondo è vostro: conquistatelo, ovunque. 




sabato 4 settembre 2021

... venticinque anni di matrimonio.


"Certo che voi, ragazzi, siete proprio speciali: addirittura siete alle nozze d'argento!"
"Perchè, Che c'è di strano? Lo auguriamo anche a voi!
"Sì certo, ma oggi i rapporti di coppia mediamente durano 5-7 anni. Ma ce l'avete un segreto?!"
"Ebbene sì, e finalmente dopo 25 anni possiamo svelarvelo..."
"Davvero?"
"Nelle discussioni, uno di voi abbia la forza di 'tenersi dentro' l'ultima parola."
"... cioè?!?"
"Cioè non lasciate che le discussioni (che normalmente accadranno nel vostro rapporto, sarebbe strano il contrario) diventino un pericoloso botta-e-risposta senza fine nel quale ognuno rimane inchiodato sulle proprie posizioni."
"Ah, bello! Sai che c'è: ce la scriviamo questa massima!"
"Fate pure!"
"... comunque auguroni. Anche per i vostri ragazzi!"
"Grazie. Anche a voi!"

giovedì 31 dicembre 2020

Duemilaventi: sembrava amore invece era...

 


La numerologia per quest'anno 2020 appena conclusosi avrebbe predetto un anno di buon auspicio, certamente carico di tante aspettative... Numero tondo, divisibile per 2,4,5,10,20,101, bello anche graficamente, sia in versione araba che romana (MMXX) e persino binaria (11111100100). 

Poi è arrivata la pandemia: se il 2020 voleva lasciare di se un segno epico beh, c'è riuscito! Riflettevo sul fatto che quest'anno ha rimesso in discussione praticamente tutto: valori, amicizie, abitudini, credenze, alimentazione, lavoro, educazione, istituzioni. 

Ho visto stimati colleghi con tanto di laurea scientifica diventare complottisti, antivaccinisti e seguaci di pseudoscienze; ho visto joint-venture tra aziende brillanti saltare contro ogni previsione logica; ho visto città talmente deserte da sembrare finte. Abbiamo imparato a leggere i grafici ed una volta interpretati abbiamo avuto paura. E ci siamo chiusi in casa, e non per un giorno, ma per cento giorni. La fortuna di avere una casa abbastanza grande, calda ed iperconnessa: tutti e quattro riuniti per vivere, forzatamente, un periodo certamente irripetibile. 

Ne siamo usciti cambiati, forse migliori. Ci sono cose, ad esempio, che non avrei mai pensato di desiderare, gesti comuni pre-Covid ora rari o quasi impossibili: una stretta di mano, un abbraccio, una colazione di lavoro per guardarsi faccia a faccia (senza mascherine). 

Io ed Mgz abbiamo scoperto l'ortoterapia, abbiamo cominciato a prenderci cura di un piccolo pezzo di terra, a suon di zappa, carriola e secchi d'acqua: la prima insalata coi nostri pomodori aveva un sapore nuovo, di una bontà difficile da spiegare a parole. Eppoi per la prima volta non ho fatto bilanci economici di fine anno, perchè non me ne frega proprio nulla: sono vivo, anzi siamo vivi ed in salute, quindi siamo ricchi. 

Dunque, col rischio di sembrare uno sciocco, affermo che per me il 2020 è stato un anno grande, direi necessario: roba da vertigine, da ricordare come di quando ho sconfitto le paure attraversandole e superandole. E sono grato al 2020, nel quale ho riscoperto il valore di una casa ed una famiglia, ormai passata dallo status di amorevole ad … adorabile!


domenica 22 marzo 2020

Emergenza 2020: un'analisi parziale.

Finora ne avevamo letto solo sui libri di storia oppure nei romanzi fantasy, in questi giorni (e mentre ne scrivo) la stiamo vivendo: un'emergenza sanitaria di portata planetaria. Il virus SARS-CoV-2 avanza, la scienza è in corsa per escogitare i rimedi per debellarlo, così come è stato già fatto in passato con altri patogeni. Solo che non c'è tempo, lui è molto veloce, è invisibile e perfido.
Le misure di contenimento messe in atto dalla Presidenza del Consiglio col D.P.C.M. 11 marzo 2020 sono inedite nella storia repubblicana ma originate dalla forza dei numeri: la statistica è una scienza assai delicata, permette di prevedere gli eventi (senza scomodare le profezie) e permette al Sistema Sanitario Nazionale di affrontare l'emergenza senza collassare. Da quel momento la nostra vita quotidiana è stata sconvolta: anch'io, mi sono attrezzato in modalità smart-working e parallelamente, ho iniziato a collezionare i dati giornalieri del bollettino Protezione Civile, perchè il mio conforto è nella forza dei numeri. Sull'esperienza cinese ho creato un modello matematico, basato sulla primitiva "distribuzione chi quadro".
L'andamento del diffondersi dell'epidemia ha seguito molto bene il modello, fino al 18.03, dove ho notato una anomalia. Solo tre giorni dopo mi è stato tutto chiaro: al primo fronte epidemico se ne è sovrapposto un secondo, più importante e massiccio. Bingo. In modo sintetico, quanto sta accadendo ricalca questo schema in figura: primo e secondo fronte sono rispettivamente il tratteggio verde e la linea gialla, in rosso l'andamento del contagio coi dati reali.
Il primo picco era previsto attorno al 27.03, ora invece si assesta al 02.04. Non ho scoperto nulla di nuovo, lo scenario è quello esaminato al punto 2 di un dossier del Washington Post il 14.03, a proposito della crisi cinese: è un modello solo un pò più complesso, che qualcuno meglio di me ha già studiato.
La situazione evolve ancora, ma sono abbastanza chiare due cose: 1) la previsione della prima ora viaggiava con numeri già preoccupanti (circa 50mila contagiati a fine epidemia), la seconda si posiziona con numeri pressochè doppi, che mettono a dura prova il SSN; 2) la serrata totale delle attività imposta dal DPCM pone un limite temporale per la ripresa delle attività nel 03.04, certamente basato sulle previsioni della prima ora: vista l'evoluzione successiva dovremo prepararci ad una dilazione di quel limite.
In termini di vite umane si parla mediamente di una mortalità del 6% circa, ahimè i dati italiani riportano finora un valore percentuale più alto (di quasi due volte): l'analisi di quest'altra anomalia è tuttora in corso.
In termini sociali questa emergenza ci sta già facendo sperimentare nuove modalità di interazione, con cui dovremo necessariamente familiarizzare: sopravviveranno solo i più inclini al cambiamento, prepariamoci a ciò.
Le conseguenze in termini economici, sia a livello nazionale che internazionale avranno una portata storica. Ciascuno di noi, ognuno con le proprie capacità dovrà mettere mani alle migliori idee e migliori risorse e condividerne: così non ne usciremo devastati da questa catastrofe, ma nuovi.

domenica 22 settembre 2019

Più a nord

Mio fratello me lo diceva, tutte quelle volte che, nei suoi 12 anni a Copenhagen, rientrava in Puglia per trascorrere qualche giorno col resto della famiglia. "Lì le cose funzionano, i lavori pubblici si iniziano e si finiscono, il welfare funziona, i bambini sono ipertutelati e non importa di chi siano figli, i mezzi pubblici sono puntuali, non c'è bisogno di auto proprie perchè basta una bici, ... "eccetera eccetera. E siccome la solfa si ripeteva ogni volta e cominciava a sembrare il discorso dell'emigrato italiano che deve denigrare tutto quello da cui è fuggito, io e Mgz ci siamo detti: vabbè, andiamo in Danimarca, visto che ce ne parla tutte le volte e sempre in termini entusiastici, andiamo a verificare. Solo che dal dire al fare sono passati vent'anni: nel frattempo sono arrivati i (nostri) bambini, sono cresciuti, mio fratello ha lasciato Copenhagen per ritirarsi nella terra natia (ma ci sarebbe rimasto volentieri, aveva già comprato casa), Martino c'è andato lo scorso anno con l'Interrail e praticamente il sogno di visitare quelle terre per me e Mgz è rimasto nel cassetto. Fino alla settimana scorsa.


Un esempio su tutti: ho fotografato la Copenhagen International School, quartiere Nordhavn, il più grande edificio con facciate fotovoltaiche al mondo (12mila pannelli di colore del mare), il primo di una serie, perchè si prevede la realizzazione (ed ho visto il cantiere) di un intero distretto ecosostenibile e che sarà completato nel 2022. Una città che prevede di diventare la prima capitale carbon-neutral al mondo nel 2025: sono certo che ci riuscirà.

In conclusione, aveva ragione lui. Una nazione che ha saputo coniugare tradizione ed innovazione, sviluppo ed ecosostenibilità, territorio e capillarità dei servizi, multietnicità ed integrazione, meglio che altrove, ammettiamolo.

E la Svezia? Per quel poco che abbiamo visto col passaggio dell'Øresund, ancora più, se possibile.
L'impressione tornando in Italia da questo piccolo ma significativo tour scandinavo è quella di vivere in un paese che viaggia col freno a mano tirato, a vista, dilaniato tra burocrazia e conflitto sociale, con potenzialità grandi ma che preferisce piangersi addosso o inventarsi di volta in volta nemici immaginari pur di non cambiare nulla.

lunedì 31 dicembre 2018

Di opportunità


E' stato un anno intenso. Ma me lo aspettavo, se non altro per un fatto anagrafico: 2018 significava anzitutto i miei (primi) cinquant'anni, i trent'anni dall'esame di maturità di Maria Grazia, il passaggio alla maggiore età di Martino nonché la fine del suo ciclo di studi liceali e la scelta dell'Università.
Poi sono venute fuori altre belle situazioni: Cosmo e Martino che formano una band di cinque elementi e lavorano insieme ad un progetto musicale inedito ispirato all'epopea del Progressive Rock, mettendolo in scena su di un palco di fronte a un migliaio di spettatori, nell'ambito della 2° edizione di AlbeRockBello; poi ancora Cosmo che si distingue alle regionali dei Giochi della Chimica 2018, mancando per un soffio il passaggio alla finale nazionale e ancora Martino che si diploma con uno splendido 100/100 e si regala un bel viaggio Interrail per l'Europa con oltre 6000 km percorsi in 9 nazioni diverse, prima di iscriversi al PoliTo. Basterebbe già questo per farne un anno da ricordare con emozione.
Poi, come spesso accade, gli eventi si presentano alla porta e devi soltanto accoglierli: e se lo fai nel modo giusto, ti si aprono scenari e prospettive inaspettate. Come ripete spesso il mio amico Manuele, ognuno di noi può incontrare un'opportunità e non coglierla significa correre il rischio di inciamparci sopra e passarci oltre, continuando la propria esistenza grigia, girando come un criceto nella sua ruota.
La fortuna, come diceva Seneca, non è altro che ciò che accade quando la preparazione incontra l'opportunità. L'inizio d'anno per me si apriva con le ambasce della cronica (ormai) penuria cui sono il 95% dei liberi professionisti d'Italia, abbandonati al loro destino da uno Stato ormai all'emergenza: mi si è prospettata quella opportunità, l'ho colta e oggi posso dire che parecchie cose sono cambiate in meglio. Il segreto però è uno solo: avere voglia, nel proprio intimo, di mettersi in discussione, di rimettersi in gioco radunando tutte le proprie energie per focalizzarle su un grande scopo.
E' una frase fatta, che in queste ore tutti i media ripetono alla nausea, ma mi piace poterla ripetere con cognizione di causa: che il nuovo anno sia un anno denso di sorprese positive per tutti, e se ci saranno momenti bui, vi auguro di trasformarli in opportunità! Auguri!!!


venerdì 16 febbraio 2018

Auguri, cara.

Auguri, cara. Non sto qui a dire quanto sia grande ed incommensurabile questo amore: forse non mi sono mai soffermato (volutamente) a dargli una misura, perché onestamente tutto ciò che non è misurabile mi incute un certo timore, sarà deformazione professionale. Ci si lascia prendere (anzi, travolgere) dagli impegni e dal lavoro, per tenere su "la baracca" e si perde di vista il bene più prezioso che c'è: l'amore. E allora al diavolo tutto e stringiamoci attorno a questo amore, che non è a quattro mani (già da tempo), ma a otto mani. E che miracolosamente dà sempre frutti buoni. Auguri, cara!

lunedì 4 settembre 2017

Facciamoceli (gli auguri)

Come può essere la vita coniugale a ventuno anni dal matrimonio? Posso dire che ci siamo arrivati indenni (tre volte sette, dunque la crisi del settimo anno l'abbiamo passata almeno tre volte...), passati velocemente e desiderando sempre il bene reciproco, il meglio per i ragazzi, con tanti progetti ancora da realizzare: consigliabile, a chi è ben motivato e dotato di un pizzico di pazzia. Tanti auguri a noi!


Ai curiosi cui interessa sapere/vedere come eravamo quella mattina di ventuno anni fa, seguire codesto link ;-)

domenica 21 maggio 2017


Sentire la necessità di cambiare, di non rimanere uguali a se stessi, ma sentirlo da dentro, non come una imposizione dei tempi, non perchè è la moda del momento. Insieme a questo magari aprire gli occhi e guardarsi intorno per scrutare uno ad uno gli "amici" e scoprire, sgomenti, che non sono tali, che si servono di te e delle tue risorse per propri interessi, per consenso personale o questioni di budget. Passare da uno "ieri" fatto di yes-man ad un "oggi" di telefoni lasciati squillare per dedicarsi a se stessi ed alle proprie passioni.



sabato 31 dicembre 2016

S. Silvestro (again...).

Uelà gente, siamo ancora vivi, ad un anno di distanza dall'ultimo post! Perchè è meglio girarla a black-humor visto le numerose dipartite VIP del 2016, ahimè.
Un anno intenso e di svolta per certi versi, ci sarebbe tanto da dire... invece nulla: un grosso abbraccio a tutti e buon 2017!

sabato 9 maggio 2015

Viaggio nella memoria

Mia madre voleva tornarci, perchè c'aveva vissuto un anno, da adolescente. Mio padre voleva tornarci, perchè a Torino lo legava la paternità delle sue prime macchine da stampa, quelle "Saroglia" tutte in ghisa ed acciaio partite da quella città e recapitate in Puglia per avviare la prima tipografia ad Alberobello, la capitale dei trulli. E così già nello scorso anno nacque la mia promessa: un giorno vi portiamo a Torino. Sì, bella cosa, ma quando, e soprattutto in quale occasione? Ecco fatto: a dicembre scorso papà Martino compie la sua ottava decade e ... sorpresa, si materializza alla sua festa una busta con all'interno una cartolina personalizzata con l'inconfondibile skyline della Mole Antonelliana da un lato e dall'altro una frase a firma dei 4 figli che lascia intuire il regalo di un viaggio + soggiorno per due, nella prima capitale dell'Italia unita. Naturalmente io e Mgz volevamo tornarci, quattro anni dopo il breve passaggio di mezza giornata che ci aveva fatto pregustare le bellezze di questa città. E anche Orazio e la sua Mariagrazia ci sarebbero tornati volentieri: c'è tanto da vedere in questa città. E certamente i genitori da soli non sarebbero partiti: detto fatto, partiamo tutti insieme. La data prevista: il ponte del 1° Maggio 2015, un bel weekend lungo di cui far godere i ragazzini senza saltare le lezioni. Ma pur avendo pianificato in largo anticipo, a mano a mano si avvicinava la data cresceva in me una certa inquietudine, diversa da quella dei soliti viaggi a lungo tragitto.
Non soltanto per la mezza comitiva familiare con vari gusti da conciliare, noialtri coi ragazzini, mio fratello Orazio e consorte, mamma e papà 80enne ed infine il cugino Martino, quanto per il sapore da viaggio nella memoria, coi tanti ricordi che i miei volevano ripercorrere, attraverso una serie di tappe precise e con un impatto emozionale non prevedibile. Le tante aspettative ed il desiderio di una buona riuscita dell'esperienza mi stava creando una leggera ansia (ho scritto e riscritto il programma di visita decine di volte, nelle due settimane precedenti la partenza, giungendo infine alla versione 2.5, proprio come nei software in fase sperimentale, eheh...). Non ultimo, il desiderio del cugino Martino di ripercorrere i luoghi dove suo papà Orazio, (il compianto zio Orazio "D'Artagnan" ) prestò servizio come poliziotto e poi vigilante al Cancello 8 della Mirafiori (che giustamente dice: "... occorre scavare nel proprio passato, per restituire pace ai sentimenti").
Un vero e proprio viaggio nella memoria insomma, per le strade che hanno visto la mamma Marta adolescente alla ricerca di un futuro, in fuga da un sud avaro di opportunità, in una città tanto grande e bella quanto avara di affetti, con l'eccezione di quel fratello amato che provvidenzialmente la iscrisse ad un corso intensivo di segretaria di azienda, seguito con profitto e che le valse poi il suo primo impiego, ma in Puglia!
A dispetto delle previsioni, la vacanza è andata meglio del previsto in tutti i sensi, aprendosi con la mattinata di venerdi 01.05 in zona centro (i Portici, p.zza Castello, Giardini reali, Palazzo Carignano, Piazza S. Carlo); il pomeriggio ci ha visti in zona Via Guido Reni-C.so Agnelli-Mirafiori, nelle stesse strade dove la mamma e lo zio hanno vissuto (ed in effetti abbiamo ritrovato perfettamente intatto quel condominio di Corso Cosenza 123 che fu la sua casa e che era nuovissimo nei primi anni '60...), per allungare fino al Lungo Po dei Murazzi e oltre, sul sagrato della Gran Madre, ad ammirare l'asse viario chilometrico di via Po. Poi al sabato 02.05 siamo saliti su alla Basilica di Superga con la tramvia storica, e ridiscendendo nel pomeriggio invece abbiamo visitato Spazio La Stampa, il museo della storia dell'omonimo giornale (e qui per il mio papà tipografo è stata una festa, tra le matrici al piombo e le fotocompositrici, e coi i ragazzi che seguivano con attenzione la sua "lezione magistrale"). Poi ci siamo spostati alla Chiesa S. Rita, altro ricordo giovanile di mia mamma. Infine domenica 03.05 ci siamo regalati una giornata... regale, con la visita alla Reggia di Venaria Reale, patrimonio Unesco come la nostra beneamata cittadina, tra gli splendori della dinastia Savoia e nei luoghi dove si pensò l'Italia unita. Scorrazzando con tutti i mezzi pubblici possibili (bus, tram, metropolitane, treni e tramvie storiche) c'è stato anche il tempo di rincontrare e riabbracciacciare amici, come la cara amica blogger Romina ed il suo bel consorte Gianfranco o come il simpatico commercialista Giovanni e sua moglie Antonella, già compagni di vacanza in Calabria per ben due stagioni.
Esperienza riuscita? Direi ampiamente di sì, lo si è letto nello sguardo emozionato di mamma nel calcare nuovamente quei portici cittadini. Se sono felice? Urca, se lo sono! Se ci torneremo? Chissà...



martedì 17 marzo 2015

Auguri a te Martino, che quindici anni fa ci hai cambiato la vita (in meglio).
Firmato: mamma e papà!


lunedì 29 dicembre 2014

Potenza della musica.

La musica è qualcosa di potente.
In quello stanzino all'ultimo piano con vista trulli (che già in passato ha ospitato tanta musica, sarà un destino...) volevamo farci un attico. Ma Cosmo voleva metterci la batteria e Martino registrare qualcosa con gli amici. Nel frattempo era stato declassato a lavanderia-deposito cianfrusaglie.
Via tutto: con l'aiuto di babbo, nel giro di poche settimane sono stati rimessi a nuovo gli infissi, pitturate le pareti, posata la moquette, posati i fonoassorbenti e infine eccolo qua, il nuovo "home recording studio", fortemente desiderato e appena terminato!