Visualizzazione post con etichetta espedienti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta espedienti. Mostra tutti i post

martedì 13 giugno 2017

Amministrativamente donna: si può.

C'è un vincitore vero della tornata elettorale appena conclusa (conclusasi già al primo turno, per noialtri della fascia 5-15mila) anzi una vincitrice, ed è la rappresentanza di genere: mai così tante donne in un'assemblea consiliare della Città dei Trulli. Dopo aver toccato le 5 presenze (su 20 consiglieri) con la consiliatura De Luca 2007-2012, il consiglio che si insedia a breve conta ben 7 consigliere su 16 (ma si può dire "consigliera"? sì, la Crusca approva). Tutto in linea con le statistiche nazionali, ma è una vittoria parziale, perchè se è stata necessaria una legge ad-hoc, la Legge 215/2012, vuol dire tanto: significa che in Italia abbiamo ancora tanto da pedalare per raggiungere le democrazie nordeuropee. Gioiamo per il risultato, auguriamo un buon lavoro alle consigliere di maggioranza ed opposizione, con l'esortazione che facciano sentire bene il loro peso e non siano solo elementi numerici, e che con loro si pervenga alle decisioni importanti per la comunità con maggiore ponderatezza rispetto al passato recente.



domenica 21 maggio 2017


Sentire la necessità di cambiare, di non rimanere uguali a se stessi, ma sentirlo da dentro, non come una imposizione dei tempi, non perchè è la moda del momento. Insieme a questo magari aprire gli occhi e guardarsi intorno per scrutare uno ad uno gli "amici" e scoprire, sgomenti, che non sono tali, che si servono di te e delle tue risorse per propri interessi, per consenso personale o questioni di budget. Passare da uno "ieri" fatto di yes-man ad un "oggi" di telefoni lasciati squillare per dedicarsi a se stessi ed alle proprie passioni.



giovedì 31 dicembre 2015

S. Silvestro arriva sempre puntuale (ma avrei preferito Gatto Silvestro).

Comincio a detestare questo giorno dell'anno. Sarà da quando ho preso l'abitudine di fare statistiche coi fatturati, oppure da quando mi accorgo che in realtà tutta 'sta tensione dell'ultimo dell'anno col suo carico di buoni propositi, veglioni e cotillons, conduce ad un giorno dopo uguale a quello precedente (ma va?) e per di più sbaglio a digitare correttamente l'anno per diverse settimane: insomma mi piacerebbe saltare direttamente dal 30 dicembre al 2 gennaio.
Qualcosa di cui andare fiero di questo 2015? Sicuramente la mia famiglia, coi miei ragazzini, Martino e Cosmo, che per vie diverse ogni giorno mi fanno scoprire cose nuove e mi costringono a gioire per ogni giorno in più sulla terra. E poi mia moglie Maria Grazia, che non ringrazierò mai abbastanza per la vicinanza ed il consiglio nei momenti bui, così come l'arguzia e l'acume delle sue osservazioni quotidiane: persona rara (strano a dirlo qui, a quasi vent'anni di matrimonio...). Poi ancora, il bel viaggio nella memoria a Torino, di cui ho già scritto. Infine abbiamo avviato il cantiere della ristrutturazione delle facciate esterne della casa, opera di una certa entità (praticamente 3 lati su 4 della casa sono tutto un ponteggio...), quattro imprese coinvolte, rimandata di anno in anno e non più derogabile.
Qualcosa per cui vorrei dimenticare il 2015? Anzitutto l'incidente di Cosmo, durante l'ora di educazione fisica, certo non grave (microfrattura alla rotula) ma che lo ha costretto a venti giorni di gesso ed altrettanti di riabilitazione, dal quale si sta riprendendo tuttora.
Poi voglio dimenticare il brutto incidente occorso al mio amico e collega Vito, ben più grave, che lo ha costretto a mesi di degenza e riabilitazione e che solo da pochi giorni ho potuto riabbracciare alla sua abituale postazione Cad: forza Vito, sei sempre lo stesso!
Infine il caso di un inutile centro polivalente in corso di costruzione nella mia Alberobello, in piena buffer-zone a tutela Unesco, nell'area dell'ex-Mercato Coperto, partorito da chissà quale notte insonne di chissà quale collega costretto da chissà quali gruppi di interessi e che ha costretto a sua volta una piccola e tranquilla cittadina all'indignazione collettiva, passata dal sogno della fiaba delle casette a punta e gli abitanti puffi al risveglio nella democrazia apparente. Vicenda nella quale si consuma il perfetto cortocircuito politico-affaristico all'italiana in sei punti: 1) c'è un bando di finanziamento; 2) si confeziona un progetto ad hoc che fa tanto utilità sociale, da cantierizzare a tutti i costi prima che scada il finanziamento; 3) la classe politica coglie l'occasione per elevare i consensi con sfoggio di pragmatismo e promesse occupazionali; 4) l'opinione pubblica, tenuta all'oscuro di tutto, si sveglia una mattina al suono delle ruspe che demoliscono il vecchio mercato e scopre il progetto di un nuovo immobile, peggiore del vecchio e di dubbia utilità, ed insorge; 5) un Comitato cittadino di difesa e tutela accede agli atti, alcuni sono raffazzonati, alcuni fuori norma, alcuni del tutto mancanti, partono gli esposti pubblici e la danza dei chiarimenti e delle integrazioni tra Amministrazione/UTC/Impresa e Ministeri ed Autorità anticorruzione; 6) la magistratura (di solito comunista) vuole vederci chiaro e blocca i lavori sequestrando il cantiere, inchiesta, complottismo, campagna mediatica, ecc... Storie già viste, decine e decine di volte in Italia, sulla testa di cittadini onesti e paganti, come sempre e più di prima.
Odio il giorno di S. Silvestro, perchè mi costringe a fare i bilanci (ma sono della Vergine...). Meglio che ti mando a fanxulo da subito, anno nuovo: così, preventivamente, aggratis (come certe bombe intelligenti di certi esportatori di democrazia), chissà che stavolta l'augurio funzioni meglio.

 
Alberobello: la magia delle luci dell'Alberobello Light Festival

lunedì 28 luglio 2014

Nativi digitali

 

L'altro giorno Cosmo mi fà: "Ma come passavi il tempo tu quando avevi la mia età? Cioè che giochi facevi, senza cellulare e senza tablet?!" Ed io: "Beh, facevo giri di isolati e del quartiere con la bici, poi l'avevo taroccata con dei cartoncini presi dalla tipografia del nonno, messi con le mollette ai raggi per far rumore, infine c'avevo messo un paio di tubi di scarico ai lati e andavo forte, imitando le moto.", "Si, ma i giri in bici li faccio anch'io, quando me lo permetti, vabbè..." "Eh si, lo sai che oggi il traffico è aumentato..." "Si, si, e poi che facevi?" "Poi m'ero costruito dei caschi di cartoncino, sagomati e aerodinamici, sembravo un robot di quelli dei cartoni, c'hai presente Goldrake, Mazinga, quelli che t'ho fatto vedere una volta, eh?" "Si, vabbè. E poi?" "Poi ascoltavo la radio, tanta radio, leggevo fumetti..." Ed infine lui: "... e che palle, ma non ti scocciavi così?!"
Insomma, ne ho ricavato che sono padre di un nativo digitale, anzi due, Martino e Cosmo. E che non serve a niente dire com'erano i miei pomeriggi di dodicenne, ma serve capire i suoi pomeriggi come sono.

sabato 31 maggio 2014

Musica e hi-fi...

E infine, arrivò il Dolby surround, giusto in tempo per la Festa della Repubblica. Anni di risparmi, ed infine, un impianto degno di casa. Ma partiamo dall'inizio.
Erano i primi anni '90 e con i miei due fratelli condividevamo uno spazio in soffitta e si ascoltava buona musica. Stanza insonorizzata, moquette e luci soffuse, al centro un bell'impiantino hi-fi, costato anche un pò, che qualche anno dopo fu diviso democraticamente: l'ampli a Sirio, i diffusori a Orazio e le sorgenti (CD, piatto vinili e deck cassette) al sottoscritto. Loro ricrearono la catena audio alle proprie dimore, io avevo altri programmi e misi tutto sotto cellophane. Laurea, matrimonio e ragazzini, sono passati quindici anni senza "lo stereo", solo cuffie, MP3 e autoradio nei trasferimenti di lavoro. Insomma, ne avevo abbastanza di musica fugace e senza qualità, in più ho pensato alla responsabilità di far ascoltare correttamente i grandi classici del rock ai miei figli, dopo aver tanto parlato di prodezze tecniche degli ingegneri del suono degli Abbey Road Studios (ed esserci stati pure davanti, a Londra l'estate scorsa). Un impianto hi-fi pensato come uno strumento di lavoro, dalla voce analitica e senza colorazioni. Ma l'hi-fi è anche qualcosa che va d'accordo col buon cinema: gli amplificatori multicanali, quelli che fanno storcere il naso ai puristi ma che tanto piacciono alle famiglie. Insomma una scelta non facile, ma nel frattempo ho cominciato a mettere da parte i risparmi. Gira e gira sul web, tra le centinaia di recensioni e annunci, alla fine un mesetto fa, quasi in contemporanea due annunci: un ampli a Roma e un bel paio di diffusori a pavimento qui in Puglia. Detto fatto, acquisto il primo (Danilo, persona molto corretta e disponibile) e vado in missione alla casa del secondo (Mino, persona altrettanto disponibile e appassionata) armato dei miei cd preferiti. Un pomeriggio intero di ascolto (perchè non c'è recensione o prova di laboratorio che può sostituire l'ascolto diretto di un paio di diffusori, si sa), fotografie degli oggetti e torno a casa. Perchè ogni audiofilo ha sempre una consorte alla quale spetta l'ultima parola, di solito con basso "fattore di gradimento moglie" o in gergo W.A.F., e se non piacciono, pure se suonano benissimo e costano una cifra, non piacciono e basta. Lei guarda attentamente le foto scattate a casa di Mino e mi fa un "m", che equivale ad un debole apprezzamento: una vittoria! Settimana successiva, parto per il ritiro dei diffusori, le carico in auto accuratamente imballate, il proprietario e consorte si dispiacciono un pò ma si riprendono sapendo di darle in mani competenti e altrettanto appassionate. Torno a casa, lavoro di cablaggio, infilaggio cavi (mani spellate ed escoriazioni incluse), staffe e fissaggi a parete, insomma alla fine attacco tutto e ... funziona!!!
Insomma, eccolo qui sotto, ben suonante per me, in tema con l'arredamento, per lei, a far compagnia al tv che già da un annetto troneggiava in soggiorno. I ragazzini ringraziano ;-)


Tipologia impianto : Dolby surround 7.1 | Dati tecnici del sistema:

 


giovedì 30 agosto 2012

Vacanze 2012 molto pugliesi, a parte la parentesi "lucana" della settimana al mare ionico. Direi che fra tutte, l'idea di Mgz di una vaschetta per far sguazzare i ragazzini al trullo dei nonni ha funzionato alla grande. Perchè non solo ci si sono divertiti, ma ha reso felici mamma (che in realtà covava questa trovata da lungo tempo), papà, amichetti, cugini e parenti vari, che hanno voluto a turno assaggiare quest'acqua. Costo dell'operazione: meno di duecento euri, molto crisis-like. Non avevamo tenuto in conto però la manutenzione dell'aggeggio, tra pulizia filtri (tre volte al dì, almeno), clorazione, antialga, passate di retino per le foglie e i moscerini, telone di chiusura alla sera, cosine cui ovviamente si è dedicato il sottoscritto, col risultato di una bella abbronzatura da ... camionista!


sabato 31 dicembre 2011

"Things can only get better", le cose possono solo migliorare, diceva Howard Jones . Facciamo fatica a liberarci di quell'edonismo reaganiano, di quanti danni abbiano fatto gli anni '80 ancora non ci capacitiamo. Farci credere in un nuovo eldorado (e qualcuno ci ha anche guadagnato), di certo è che quello slancio propositivo, quella botta di ottimismo ci ha portati a passare il millennio. Risentirla oggi quella canzone può sembrare stonata, perchè tutt'attorno è un terrorismo mediatico, un'attesa di imminente catastrofe, economico-politica-apocalittica. E certo può essere letta anche così: peggio di così non può andare, per cui le cose possono solo migliorare.  A me che piacciono le visioni alternative, piace pensare che, in barba alle leggi di Murphy, le cose possono realmente migliorare: nel nuovo umanesimo della pietra e del legno, dell'aria e del sole, basta fare un pò di silenzio attorno e la soluzione c'è, ma nelle cose meno ovvie, nelle cose sussurrate. D'altra parte lo diceva anche Fellini... e Fellini era Fellini!
Buon anno a tutti, e che lo sia realmente.

domenica 25 dicembre 2011


Tanto io il Natale non l'ho mai festeggiato con grandi pranzi e regali costosi: il clima finto-austero di questo scorcio di 2011 mi trova perfettamente preparato. Datemi due lucine, il calore di un piccolo camino, il sorriso della mia famiglia e qualche mail o sms augurale degli amici più cari e sono sazio. Fanculo al resto, che le mie tasse le ho pagate tutte.

sabato 1 ottobre 2011


Ed ora che si fa? Sette anni fa pensavamo in grande, un mutuo è quello che ci voleva: lo studio sotto casa era già nostro. Sono stati anni di sacrifici, di privazioni, ma alla fine … sono passati. Io ed Mgz pensavamo: quando finirà questo mutuo Cosmo avrà 9 anni e Martino 11 anni, nel frattempo avremo ristrutturato lo stanzino sul terrazzo, per farci un attico dove magari loro potranno farci le festicciole con gli amichetti, noi avremo cambiato auto perché nel frattempo la Punto si sarà fatta stretta, al lavoro passeremo da "libero professionista" a "studio associato", magari una srl. Abbiamo contato le ottantaquattro rate una ad una, monitorandone l'andamento, sognando. Sì appunto, sognare non costa nulla, anche un mutuo guardando i progressi si affronta meglio ma tre/quattro manovre finanziarie piovute sul collo senza preavviso, senza considerare Iva, Irpef e contributi previdenziali, costano. E non solo.
Avevo tante idee interessanti. Fare l'ingegnere libero professionista non era neanche quello che avrei desiderato fare più di ogni altra cosa, mi ci sono adattato, mi sono ritagliato questo ruolo per necessità: volevo qualcosa che mi consentisse di far campare dignitosamente la mia famiglia, senza eccessi, e con l'aiuto di Mgz direi che l'obiettivo è stato raggiunto. Ma lasciandosi da parte un minimo di tempo e risorse per sviluppare altri progetti personali, attitudini speciali o soltanto mettere da parte qualche spicciolo, questo era il programma; lavorare solo per portare a casa il pane, dovendo magari fare anche qualcosa controvoglia, non è nei programmi di nessun uomo dignitoso, mi ripetevo.
Bilancio di questi sette anni di mutuo appena conclusi: solo un immobile in più, spazi per lavorare. E del resto? Niente, niente assoluto. Niente auto nuova, niente soldi da parte, il piccolo attico con vista sui trulli ancora da riparare e, soprattutto, le mie idee interessanti ancora nel cassetto ancora lì, ad impolverarsi. Ma cosa mai sono queste "idee interessanti"? Progetti di ricerca per nuovi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili, nuovi sistemi di climatizzazione ambientale, insomma tutte cose che altrove (non in Italia, ovvio) ti vengono a cercare a casa tua se ne hai un briciolo e dal giorno dopo ti pagano (e bene) per svilupparle e per farle diventare valore aggiunto di un grande Paese industrializzato. Sono incazzato, sì incazzato nero, perchè: 1) ho sempre ritenuto – ed ho lottato per ribadire il concetto, scontrandomi anche – che il Sud d'Italia non meritasse di impoverirsi con la fuga di cervelli; 2) ho sempre lodato il primato del lavoro da libero professionista sul lavoro da dipendente e – meno che mai – da dipendente statale; 3) ho sempre pensato che l'Italia fosse un grande Paese, pieno di eccellenze in ogni campo, nel quale poteva essere bello sviluppare le proprie idee e renderle produttive.
Beh, forse mi sono sbagliato, ho speso molto male i miei ultimi anni.

Ora leggo che a quelle idee che avevo messo da parte qualcuno da un'altra parte del mondo ci sta arrivando e sento che presto sarò scavalcato, perché c'è il PSC per la casetta di Sempronio da fare, l'impianto elettrico a dr.Tizio da completare, la pratica del costruttore Caio ai VVF da seguire, perchè all'architetto Metrocubo quella certificazione energetica la faccio gratis così poi mi passa dell'altro lavoro e via così: lasciare questo magro ma "certo" presente per un altro futuro non è consentito.
Stanno bruciando le mie idee e non posso farci niente.
Un altro futuro non puoi permettertelo, e non lo dice solo la pragmatica Mgz, ma lo urlano le desolanti cifre dell'estratto conto… merda! Io, un'altra vittima del "cronico deficit infrastrutturale delle regioni del Mezzogiorno", si faranno due risate in più i miei colleghi milanesi (ma ride bene chi ride ultimo). Dueperdiciassette, che ne dite di una bella gita all'estero, con viaggio di sola andata?
Sono ad un bivio, mi è si è prospettata una possibilità, ma devo schiarirmi bene le idee, ho poche settimane per pensarci.
Ora però ho voglia di una bella jam-session: datemi una Fender Stratocaster!!!


martedì 13 settembre 2011

Sul valore dell'amicizia. Queste erano domande essenziali da adolescente, poi hanno perso la loro efficacia, con l'arrivo dell'età della ragione. Ma ci si può domandare ancora oggi, a 43 suonati (...ding!) se l'amicizia è ancora un valore, se è importante o se solamente esiste? Qualcuno dice: porsi domande è sempre un buon segno. Ma facciamo un passo avanti: esiste l'amicizia pura, disinteressata? Qualcun altro dice: sì, è quella che si stabilisce tra due innamorati, oppure due coniugi... Domande, domande, quante domande. E se l'amicizia fosse solo un caso, una coincidenza? Credo che il segreto sia nel saper leggere i segni del caso: il destino ti passa accanto, se sai leggere nei suoi segnali ti porta da qualche parte, a volte in posti migliori di dove sei. E ti fa incontrare persone che non ti chiedono altro che essere ascoltate. Ecco il dunque: ascoltare, saper ascoltare. E bello raccontarsi e sentirsi ascoltati, è altrettanto bello predisporsi ad ascoltare, far parlare il/la tuo/tua amico/amica. Ma ad una condizione fondamentale: non aspettarsi nulla da questo scambio. Il resto è tutta coreografia, convenzioni sociali, note di colore. Ah, quanto avremmo bisogno di amicizie vere, è davvero una merce preziosa di questi tempi vacui, altro che euro e conti in banca... ho la percezione che sia proprio così, che sia merce rara. Però, per fortuna, l'amicizia esiste, c'ho le prove (come scrisse il buon Ceccherini...)

giovedì 30 dicembre 2010

Un post, almeno un piccolo post per riassumere questo anno 2010 ormai andato. Ma è inutile, non mi viene niente in mente, niente di epico, bello, importante, unico; oppure chessò, un'immagine che possa riassumere quest'anno, che in verità di cose da raccontare ne avrebbe tante, per fatti pubblici e privati. Però ... sì, una foto ce l'avrei: non è bellissima, ma è simbolica e di simboli si può anche campare - ma abbiamo bisogno ancora di simboli, in quest'epoca di plastica e bit?
Questa qui raffigurata è una porta, che può aprirsi a momenti oppure s'è appena chiusa; o ancora, è una porta che non si apre da molto tempo, oppure che non si aprirà più, infine potrebbe essere una porta che si aprirà sì, ma tra moltissimo tempo e quando lo farà vi si potrà raggiungere un'altra dimensione, un pò come nello Stargate... chissà. Comunque io questa porta l'ho vista e non sono rimasto indifferente al suo fascino: ci tornerò e chiederò a lei consiglio per il nuovo anno.
Auguri a tutti i web-viandanti e, soprattutto, un bacio ai miei Dueperdiciassette e mia moglie, stringiamoci forte attorno a questo neonato 2011 e curiamolo bene fin dall'inizio.

domenica 14 marzo 2010

Il cavolo frattale


Sarà per quel suo verdino acceso, sarà per quella sua forma solo apparentemete sgraziata, ma che a ben vedere nasconde un microcosmo, il
cavolo-broccolo romanesco o romano, con le sue cimette così ben disegnate e che si ripetono all'infinito avvolgendosi a spirale mi ha da sempre incantato, incuriosito e stupito.
E' mai possibile che un prodotto della natura abbia tanta matematica da nascondere? Evidentemente sì, e finchè sarà così ci sarà ancora da scoprire e (ne consegue) non ci sarà voglia di dire: non c'è più nulla da scoprire. No, dico questo perchè viviamo in tempi così intrisi di indolenza, di superficialità e sciatteria che c'è di che schifarsi. Per fortuna basta guardare quello che ci circonda con gli occhi della scienza per rinfrancarsi l'animo: è la differenza che passa tra noialtri gente di scienza e la politica. Ad ogni modo sul finire degli anni '70 un tale Benoit Mandelbrot, matematico, scopre la geometria frattale, dove le figure possono ripetersi all'infinito ed assumere sembianze simili a qualunque scala. E scopre anche che il cavolo frattale (diamogli un nome consono), come la costa del mare oppure i bronchi dei nostri polmoni sono tutti figli della stessa geometria frattale. La vertigine dell'autoripetitività delle forme che diventa bellezza e seduzione: un grande!
P.S.1: L'immagine è mia, non l'ho rubata sulla rete;P.S.2: Poteva mancare su Facebook un gruppo intitolato al Cavolfiore frattale (Fractal cabbage)? Certamente no, e chissà chi l'ha creato... ;-)

sabato 27 febbraio 2010






Si, anch'io ho visto Avatar, con moglie e bambini. E ovviamente m'è piaciuto, perché come dicono altri è spettacolare, coinvolgente, ecologista, grandioso, intrigante, etico, commovente, onirico, mozzafiato, romantico ed anche furbetto (cit. Leela). Pandora è il mondo che ognuno di noi vorrebbe, con degli alieni alti e bellissimi, un trionfo di esobiologia dove "senti" la vita che ti circonda entrando in intima connessione con essa, innamorandotene. Poi tecnologia a quintali e la lezione anti-americanista che non guasta mai, anche se nel 2154 si spera che piedone l'americano si sia già stancato di esportare democrazia a suon di bombe, rompendo, pagando i danni e pretendendo. Certo se solo l'1% della lezione ecologista del film giungesse alle pie menti nella stanza dei bottoni, l'umanità sarebbe migliore già da subito, senza aspettare il secolo prossimo venturo. Ed è per tutte queste ragioni che poi esco dal cinema con un misto di euforia e di sconforto; e mi capita sempre più spesso.

















































domenica 31 gennaio 2010


Nei giorni scorsi ho portato i piccoli al circo. O meglio, se non era per loro non ci mettevo più piede in un circo. L'ultima volta che l'ho fatto avevo la loro età e l'impressione che ne trassi (il generale degrado della struttura, gli assistenti del pubblico che erano anche domatori, gli animali stanchi) fu talmente negativa che non volevo più saperne. Non è che la situazione sia tanto migliorata (gli animali sono sempre depressi, appena entrati la prima cosa che ho cercato – deformazione professionale – è stata l'uscita di emergenza, senza trovarla) ma M&C si sono divertiti, ed anche Mgz. Ora però ho capito meglio cos'è che per tanto tempo ha attratto la gente al circo: per i bambini, vedere gli animali esotici dal vero (qualche bambino tuttora non ha visto neanche un cavallo), per il gentil sesso le prodezze degli atleti muscolosi e per noi maschietti il cxlo delle ballerine ;-p

giovedì 31 dicembre 2009



Il 31 dicembre ti costringe a fare bilanci, per default. E questo un pò mi irrita, perchè vorrei un tempo senza scadenze, regolato al sorgere del sole e al cambiare delle stagioni. Comunque...
Alcune notiziole: 1) 365 giorni fà sbarcavo su Facebook, bilancio è che ho contatti con circa trecento amici/conoscenti/parenti/gruppi ecc. Ho creato anch'io un paio di gruppi, ci sono altrettanti contatti pure lì. E' un mondo interessante, và studiato e accarezzato con misura, odio tutti quegli inutili quiz/test/, mai fatto uno finora; 2) Martino è stato eletto membro del Consiglio Comunale dei Ragazzi, pare che gli diano l'incarico di Assessore alla Solidarietà. In altri momenti sarebbe stata una notizia di cui andare fieri, coi tempi che corrono l'unica domanda che ti fanno è:"Vabbè, ma amico di chi?"; 3) al lavoro bilancio alquanto positivo, abbiamo totalizzato una serie di progettini mediamente interessanti anche se spesso poco redditizi, non si riesce a mettere nulla da parte, si sta nelle spese, vorrei fare altro (es. ricerca su fonti rinnovabili) ma questo è cio che mi dà il pane, resisto. Il collaboratore storico che lascia lo studio (grazie per tutti questi anni, Donato!) per un nuovo incarico professionale. 4) c'è piu musica i casa: dopo Martino (chitarra elettrica) è la volta di Cosmo (tastiera) che iniziato un corso, sembra promettente; 5) MGZ ha varcato la soglia degli 'anta' ma è contenta, perchè a volte qualche anziano cliente del suo CAF la chiama "signorina"; 6) ci sono toccati un paio di interventini chirurgici programmati più un ricovero urgente in famiglia, ma ora è tutto ok; 7) politica internazionale: forza Obama!; 8) politica nazionale: anno da gettare, non mi riconosco più in nulla, neanche nel Presidente della Repubblica, io che sono sempre stato un repubblicano. L'aggressione a s.b. è chiaramente una messinscena.
Auguri a tutti, spero che MMX (2010) sia un anno migliore (si dice sempre così) e spero di vincere una lotteria nazionale, possibilmente col biglietto regalatomi da qualcuno.

N.B.: La foto è quella del nostro albero di quest'anno, col presepe fatto e poi rifatto (a me piaceva rosso, a MGZ blu ...)

sabato 28 novembre 2009


E' perché leggo poco e dovrei leggere di più.
Però quando parte la curiosità, vado a fondo: a volte può essere un titolo curioso, a volte è quella persona persona conosciuta via blog amante della natura oppure quell'altra con cui hai chattato e che poi scopri essere la sceneggiatrice di un film che ti è piaciuto. Di solito coi libri scopri qualcosa di più di quella persona, solitamente il meglio. Perché confusi in una società basata sulle immagini ci si dimentica che i sentimenti sono dentro e non hanno colore, e che se non ti fermi un attimo a far silenzio attorno a te non riuscirai mai a leggere il colore di una richiesta silenziosa di aiuto. Vabbè, lo confesso: di Michelle Nouri mi ha subito colpito la sincerità dei suoi modi televisivi, al limite dell'ingenuità ma soprattutto quello sguardo profondo, solare e vagamente orientale, che sicuramente aveva molto da raccontare. Poi le storie orientali mi hanno sempre affascinato: anzitutto la musica, così diversa dai canoni occidentali, poi tutta l'arte decorativa e religiosa con la geometria elevata a misticismo, per giungere ai reportage di guerra di Pino Scaccia e alle immagini del mio amico fotografo Michele, tornato da Baghdad con immagini struggenti e testimonianze toccanti. La diversità che ci tocca e ci stuzzica a saperne di più, perché ci fa interrogare di quanto la nostra personale esperienza sia unica solo se si rapporta a essa. E di mezzo c'è sempre una guerra, a mutare tutto in tutt'altro. Perché Michelle e le sue due sorelle, frutto dell’incontro di due culture estremamente diverse, madre cattolica ceca e padre musulmano iracheno, sembravano solo destinate ad una infanzia felice, lei frutto singolare e motivo di curiosità nella profumata e speziata Baghdad. L'amore fa tutto, l'amore ti fa orientare e capire quando anche tradizioni e costumi sono lontanissimi, l'amore ricuce le contraddizioni, riduce le asprezze, rende due genitori amorevoli una fata e un principe. La guerra toglie. Il lungo conflitto Iran-Iraq fa sentire le conseguenze non solo economiche sulla società irachena, giungendo a impoverire e distruggere un rapporto che sembrava miracolosamente resistere. Giungono l'odio e le ristrettezze: Michelle conosce il dolore dell'isolamento e dell'abbandono del padre, la durezza delle ortodossie e la violenza delle ingiustizie e di fronte ad una situazione che precipita deve lasciare l'amata Baghdad per rifugiarsi nella fredda Cecoslovacchia, ancora adolescente. Trascorreranno ancora anni difficili nell'Europa post-comunista, anni di sacrifici e disillusioni, prima che uno spiraglio di luce baci la sua fronte, ravvivando quel lume mai spento di speranza nel riscatto.
Dopo aver letto "La ragazza di Baghdad", il romanzo autobiografico di Michelle Nouri, aver partecipato con lei alla sua rabbia e alle sue speranze non posso che guardare con ancora maggiore ammirazione lo sforzo di chi come lei si adopera per un dialogo interculturale e interreligioso, perché dopo la caduta di un muro, centinaia di altri piccoli muri si innalzano e minacciano un'esistenza altrimenti pacifica e possibile. La storia di Michelle insegna che tutto è possibile se c'è amore e comprensione e che nulla è perduto finchè c'è voglia di riscatto e desiderio di non farsi sopraffare dalle consuetudini e dagli stereotipi.

lunedì 3 agosto 2009

Siccome per me la musica è un'esigenza, martedì prossimo mi trovate a questo link, in una veste ... parecchio diversa dal solito! Sono graditi applausi, foto e video (astenersi ortaggi e oggetti contundenti).



On air: La mia banda suona il rock - I. Fossati


Update 12.08.2009: Causa sforamento temporale del programma (1 ora e 1/2 di ritardo tra i vari cambi di palco) e dopo aver gustato la bella esibizione dei Pooglia Tribe e dei Folkabbestia, ho ritenuto che per me la serata finiva lì, senza partecipare alla prevista jam-session dedicata ai "musicisti singoli". Era destino.

venerdì 10 luglio 2009

Notizie da Trulliland. Ve lo ricordate Gek, il geco del mio dirimpettaio che ogni estate faceva capolino nelle sere calde? Beh, quest'anno avrà cambiato casa perché non si è ancora visto, oppure sarà morto di vecchiaia, oppure disintegrato da un colpo di scopa della moglie del dirimpettaio, nota maniaca della pulizia. E ve la ricordate l'operazione "rialziamo il pino", che ci vide impegnati nel reimpianto di un albero caduto per una tempesta di vento? Abbiamo osservato il malcapitato in questi mesi, curandolo regolarmente e sperando nella sua ripresa in vista dell'estate, tra i commenti scettici di tutti. Ebbene, possiamo dichiarare con certezza che il pino … è morto, per la gioia di chi ha gufato. In autunno lo rimpiazziamo con un ulivo. Infine il mio fido SonyEricsson T68 m'ha lasciato dopo sette anni di onorato servizio. Ho spazzolato almeno un centinaio di schede tecniche di cellulari alla ricerca del degno sostituto, ed alla fine l'ho trovato. Piccolo problema: il Nokia E55 è appena stato annunciato ma il mio pusher di fiducia mi riferisce che prima di ottobre non esce nei negozi. E allora deluso, in attesa di quello, ho preso ebay, ho aperto una pagina a caso ed ho preso un glorioso Nokia 8310 . Il venditore aveva un nick poco rassicurante, accettava solo paypal (e ho dovuto penare un pò con la banca), il pacco sembrava proprio … un "pacco" ma alla fine tutto bene e sono stato contento dell'oggettino, bellino, leggero, fuorimoda quanto basta. E dopo tutta questa negatività, voglio regalarmi(vi) un pezzo che farebbe resuscitare anche i morti. Abbiate pietà, è che son reduce da una settimana di lavoro bella tosta...