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giovedì 26 febbraio 2015

Si canta, ogni tanto...

Cantare è terapeutico, stare insieme cantando ancora più. La chitarra era lì, Mimmo m'ha invitato (ben sapendo della mia passione), Cosimo col violino ha  fatto il resto. Grazie a lui, il mio omaggio al festeggiato della serata è venuto meglio del previsto... perchè per questi tre minuti non ci sono state prove: tutta improvvisazione :-)



lunedì 29 dicembre 2014

Potenza della musica.

La musica è qualcosa di potente.
In quello stanzino all'ultimo piano con vista trulli (che già in passato ha ospitato tanta musica, sarà un destino...) volevamo farci un attico. Ma Cosmo voleva metterci la batteria e Martino registrare qualcosa con gli amici. Nel frattempo era stato declassato a lavanderia-deposito cianfrusaglie.
Via tutto: con l'aiuto di babbo, nel giro di poche settimane sono stati rimessi a nuovo gli infissi, pitturate le pareti, posata la moquette, posati i fonoassorbenti e infine eccolo qua, il nuovo "home recording studio", fortemente desiderato e appena terminato!


domenica 5 ottobre 2014

Sì, tu che mi bolli questa musica come "inascoltabile", ti conosco: so perchè lo dici, semplicemente perchè non è 'quadrata' come le solite canzonette 4/4 che ascolti alla radio. E' così che accade ogni volta che ci scontriamo col diverso, con l'alieno. Se ti dico che (documentandomi) ho scoperto che questa è una danza popolare bulgara chiamata Horo e che nasconde una complessa notazione ritmica, con tempi dispari che vanno da 7/8 agli 11/8, vorrà dire che il virtuoso che la suona non è uno sprovveduto da prendere in giro solo perchè ha una faccia buffa, veste in maniera bizzarra ed i suoi video sono un pò caserecci :-p

 Nel video: Stefan Georgiev, virtuoso di accordion (fisarmonica)

sabato 31 maggio 2014

Musica e hi-fi...

E infine, arrivò il Dolby surround, giusto in tempo per la Festa della Repubblica. Anni di risparmi, ed infine, un impianto degno di casa. Ma partiamo dall'inizio.
Erano i primi anni '90 e con i miei due fratelli condividevamo uno spazio in soffitta e si ascoltava buona musica. Stanza insonorizzata, moquette e luci soffuse, al centro un bell'impiantino hi-fi, costato anche un pò, che qualche anno dopo fu diviso democraticamente: l'ampli a Sirio, i diffusori a Orazio e le sorgenti (CD, piatto vinili e deck cassette) al sottoscritto. Loro ricrearono la catena audio alle proprie dimore, io avevo altri programmi e misi tutto sotto cellophane. Laurea, matrimonio e ragazzini, sono passati quindici anni senza "lo stereo", solo cuffie, MP3 e autoradio nei trasferimenti di lavoro. Insomma, ne avevo abbastanza di musica fugace e senza qualità, in più ho pensato alla responsabilità di far ascoltare correttamente i grandi classici del rock ai miei figli, dopo aver tanto parlato di prodezze tecniche degli ingegneri del suono degli Abbey Road Studios (ed esserci stati pure davanti, a Londra l'estate scorsa). Un impianto hi-fi pensato come uno strumento di lavoro, dalla voce analitica e senza colorazioni. Ma l'hi-fi è anche qualcosa che va d'accordo col buon cinema: gli amplificatori multicanali, quelli che fanno storcere il naso ai puristi ma che tanto piacciono alle famiglie. Insomma una scelta non facile, ma nel frattempo ho cominciato a mettere da parte i risparmi. Gira e gira sul web, tra le centinaia di recensioni e annunci, alla fine un mesetto fa, quasi in contemporanea due annunci: un ampli a Roma e un bel paio di diffusori a pavimento qui in Puglia. Detto fatto, acquisto il primo (Danilo, persona molto corretta e disponibile) e vado in missione alla casa del secondo (Mino, persona altrettanto disponibile e appassionata) armato dei miei cd preferiti. Un pomeriggio intero di ascolto (perchè non c'è recensione o prova di laboratorio che può sostituire l'ascolto diretto di un paio di diffusori, si sa), fotografie degli oggetti e torno a casa. Perchè ogni audiofilo ha sempre una consorte alla quale spetta l'ultima parola, di solito con basso "fattore di gradimento moglie" o in gergo W.A.F., e se non piacciono, pure se suonano benissimo e costano una cifra, non piacciono e basta. Lei guarda attentamente le foto scattate a casa di Mino e mi fa un "m", che equivale ad un debole apprezzamento: una vittoria! Settimana successiva, parto per il ritiro dei diffusori, le carico in auto accuratamente imballate, il proprietario e consorte si dispiacciono un pò ma si riprendono sapendo di darle in mani competenti e altrettanto appassionate. Torno a casa, lavoro di cablaggio, infilaggio cavi (mani spellate ed escoriazioni incluse), staffe e fissaggi a parete, insomma alla fine attacco tutto e ... funziona!!!
Insomma, eccolo qui sotto, ben suonante per me, in tema con l'arredamento, per lei, a far compagnia al tv che già da un annetto troneggiava in soggiorno. I ragazzini ringraziano ;-)


Tipologia impianto : Dolby surround 7.1 | Dati tecnici del sistema:

 


martedì 30 luglio 2013

lunedì 1 luglio 2013

Saggio di fine corso 2013.

Anche quest'anno, il saggio di fine corso per Cosmo e Martino, rispettivamente alle percussioni e alla chitarra elettrica: oh yeah! I loro maestri mi hanno coinvolto e molto volentieri mi sono prestato a fare loro da "spalla".



venerdì 31 maggio 2013

L'altro giorno, su FB, ho pubblicato il seguente dittico sottotitolato "musica troppo avanti nei tempi". Ho scelto queste due perle della musica: Substitute (The Who -1966) e River Man (Nick Drake - 1969). Enjoy it.




sabato 30 marzo 2013

Ha 40 anni ma non li dimostra, e secondo me, la migliore opera rock di ispirazione religiosa: Jesus Christ Superstar.


Ho amici credenti e non credenti, e tra questi ultimi sento spesso osservare: "Jesus Christ Superstar è una vera opera rock, probabilmente la più alta espressione della religiosità moderna. Da quel momento è stata solo una marcia indietro".

domenica 22 aprile 2012

Giuseppe Girolamo, avrei voluto conoscerlo. Sarà lo stesso mio nome, sarà perchè siamo nati nello stesso paesello, sarà la comune passione del basso elettrico (che lui sapeva suonare molto bene), sarà il clamore creato dai mass-media sul naufragio della Costa Concordia, ma la storia di questo sfortunato compaesano mi ha colpito. Al suo funerale l'altro giorno c'eravamo tutti, tutti quelli che in qualche modo si sono sentiti colpiti da questa storia. E pensare che ci siamo incrociati diverse volte sotto casa, lui sempre con quei capelli folti e arruffati (i ragazzi della comunità metal a prima vista fanno un pò paura ma sono tutti bravi ragazzi, si sa), lo sguardo interrogativo quasi volesse chiedermi qualcosa; a sentire chi l'ha conosciuto doveva essere davvero una gran brava persona Giuseppe, una persona sensibile. Ora mi tocca imparare qualcosa del progressive-metal, a partire dai Dream Teather, devo chiedermi il perchè di "The Spirit Carries On", del perchè James LaBrie in persona, frontman dei DT, abbia voluto omaggiare Giuseppe all'introduzione di questo brano durante la tappa milanese del febbraio scorso, del perchè gli amici, che hanno atteso tre mesi di potersi stringere attorno a lui, abbiano voluto vegliarlo tutta la notte, dall'arrivo della salma fino al funerale, col sottofondo delle note di quella canzone, del perchè all'uscita della bara dalla chiesa le note del pezzo andavano in straordinario sincrono con ciò che si stava svolgendo...
Ogni perdita deve lasciare lo spazio per una rinascita, per far scattare la scintilla di una nuova fase, che possa far ricordare questa persona attraverso le sue passioni: la musica è un grande linguaggio per fare tutto ciò. Se ci sarà un modo di ricordarlo in musica, sarò lì a parteciparvi, anche se questo non mi toglierà il rimpianto di non averlo conosciuto. Arrivederci, Giuseppe.


Update luglio 2013: ora c'è finalmente l'Associazione a lui intitolata, fondata dagli amici in forma di Onlus.

mercoledì 7 marzo 2012

Sono addolorato per una perdita, ma non si tratta di Lucio Dalla. Proprio nelle stesse ore in cui Lucio nazionale ci lasciava, andava via un altro personaggio, meno nazionale, anch'esso legato al mondo della musica. Tutti lo chiamavano ormai GianMusic, dal nome del suo negozio di strumenti musicali. Gianni era amato in paese, vitale, di molte risorse: generoso, dall'aspetto curato, un paio di occhiali stravaganti, quasi civettuolo per gli anni in meno che tutti gli dicevano mostrasse, appassionato di volo con l'ultraleggero, con pista propria in riva al mare e diverse auto sportive nel suo parco macchine. Partito dal nulla però: negli anni '60 era operaio in uno zuccherificio, poi passato a gestire una pensione, fisarmonicista autodidatta infine il suo sogno: vendere pianoforti. E ci riuscì, ed era anche molto professionale, praticamente il più noto in tutto l'arco ionico. Settantenne all'anagrafe ma quarantenne nello spirito, pure se ormai stabilito a Policoro, conservava un legame forte con Alberobello, che lo vide nascere e crescere adolescente. Mi legava a lui la parentela acquisita con i miei suoceri e mi rimarranno di lui alcuni gustosi episodi. Come di quando venne a farci visita, preannunciato dal rombo della sua Maserati rossa, dal cui baule tirò fuori, a mò di presente, una cassa di gustose fragole del metapontino (sotto gli occhi stupiti della mia dirimpettaia). In quella occasione osservò la rastrelliera delle mie chitarre in soggiorno, a 5 posti, e notò che vi erano "solo" 3 chitarre ed un basso. "Ed il posto vuoto?" disse. "Il mio sogno è quello di una dodici corde, ne hai lì al tuo negozio?" dissi. "Ma certo, vi aspetto e potrai provarne quante ne vorrai, e se la prendi ti farò un prezzo speciale. Vieni a trovarmi, ci conto!" Sono cento chilometri, l'occasione per andare da lui non capitava così, bisognava farci una gitarella apposta, così passarono dei mesi e nel frattempo Mgz dovette disbrigare per lui alcune commissioni, a nome del padre disperso in guerra. Una domenica lo incrociammo, noi a piedi e lui in auto: "Sto rientrando al paese, ma voi andate a casa, troverete una sorpresa!". Si era fatto aprire il portone condominiale e dietro la porta di casa trovammo un fodero nero che aveva tutto l'aspetto di una chitarra: una 12 corde, appunto. Quella chitarra è il nostro ricordo di GianMusic, ancora più vivo ora che non c'è più. Martino c'ha pure suonato "Wish You WereHere" per il suo saggio 2010. Cosa è accaduto negli ultimi mesi lo sa soltanto lui, forse ha sentito bussare alla porta gli anni che, inesorabili, avanzano per tutti, forse non si è rassegnato all'idea di dover cessare la sua attività, forse la prole che non arrivò mai, forse qualche acciacco importante che doveva impedirgli di proseguire i suoi voli aerei, di certo è che ha pianificato tutto per benino: ha scelto una data simbolica come il 29 febbraio, ha messo a letto la moglie, ha atteso che si addormentasse, s'è messo elegante e s'è lanciato di sotto, dal terzo piano. Così il negozio l'abbiamo visto sì, ma il giorno delle sue esequie, chiuso ormai per sempre. 
Ciao Gianni, note gioiose per te lassù.

venerdì 29 luglio 2011

mercoledì 16 febbraio 2011

Stamattina mi son alzato con questa canzone del grande Manolenta nella testa, ho deciso di dedicarlo alla mia consorte, per il suo compleanno. Augurissimi, Mgz!

lunedì 13 settembre 2010


- "Mi faresti compagnia stasera per andare a sentire quegli amici che suonano al rock-festival, sai mamma e tuo fratello non vogliono venire, rimangono a casa..."
- "Si papà, vengo perchè voglio farti un regalo per il tuo compleanno."
- "Grazie!"


-  Cosmo, 8 anni tra qualche giorno. -

martedì 29 giugno 2010

Di quanto sia importante per me la musica, di quanto faccia bene alla mente e al cuore, è noto. Il passo successivo è seminare questo germe, sperando che possa attecchire bene e dare frutti...





domenica 16 maggio 2010

Your Possible Pasts (Pink Floyd - The Final Cut - 1983)

They flutter behind you
your possible pasts
Some bright eyed and crazy
some frightened and lost
A warning to anyone still in command
Of their possible future to take care
In derelict sidings the poppies entwine
With cattle trucks lying in wait for the next time

Do you remember me? how we used to be?
Do you think we should be closer?

She stood in the doorway the ghost of a smile
Haunting her face
like a cheap hotel sign
Her cold eyes imploring
the men in their macs
For the gold in their bags
Or the knives in their backs
Stepping up boldly one put out his hand
He said, “I was just a child then
now I'm only a man"

Do you remember me? how we used to be?
Do you think we should be closer?

By the cold and religious we were taken in hand
Shown how to feel good
and told to feel bad
And strung out behind us the banners and flags
Of our possible pasts lie in tatters
And rags

Do you remember me? how we used to be?
Do you think we should be closer
?


______________________


Fluttuano alle vostre spalle
i vostri passati possibili
Alcuni lucidi e pazzi,
altri spaventati e perduti
Un avvertimento a chi è ancora al comando
Di prendersi cura dei loro possibili futuri
Sui binari morti abbandonati i papaveri si intrecciano
Con carri da bestiame in attesa per la prossima volta

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

Lei se ne stava sulla soglia, il fantasma di un sorriso
Ossessionava il suo volto
Come fosse l'insegna di un piccolo hotel
I suoi occhi freddi imploravano
Gli uomini nei loro impermeabili
Per l'oro nelle loro borse
O per i coltelli nelle loro schiene
Uno si fece avanti deciso, le diede la mano
E disse: "Allora ero solo un bambino,
Adesso sono solo un uomo”

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

Dal freddo e dai religiosi siamo stati presi per mano
Ci mostravano come sentirci buoni,
E ci dicevano di sentirci cattivi.
E appesi alle nostre spalle, gli stendardi e le bandiere
Dei nostri possibili passati giacciono in stracci
E brandelli

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?



Credits: Stefano "Reg" per la traduzione.

sabato 1 maggio 2010




Grigiori


Hai il grigiore di un tempo



non mi convince, devo indagare



se non hai corso vincendo



ti potrei superare.



Ti saresti vantato di perdere



un giorno di cui non sai la verità,



ma va da se che è incantevole



non riportare bilanci in perdita…



Hai ancora bisogno di me?



Risparmiami almeno un colore nuovo



di quelli che per te



non sono che pane e ritrovo



scordami, scorda me.



Ora devo credere che



ci sia ancora del nastro davanti



oppure un bel pacco di scorte



luce da giorni importanti



in realtà restano solo pagine morte.     



 



 






mercoledì 11 novembre 2009

Ripubblico questa immagine perchè mi piace tanto, perchè con un pizzico di fortuna dalle nostre parti a volte c'è l'estate di S. Martino e perchè di 'martini' in casa ne ho due, mio padre e mio figlio, cui voglio fare auguri di buon onomastico e dedicare questa foto.




On air: Sarah - Fleetwood Mac (non c'azzecca un granchè il testo, ma la sentivo giusta per questa immagine)

domenica 18 ottobre 2009

Che c'è di nuovo a Trulliland? Beh, anzitutto un cagnolino simpatico e giocherellone: ecco a voi Fiorino.

Ma soprattutto, la novità di rilievo: in casa Starnazza è arrivata la prima TASTIERA!!!

E mentre Cosmo si approccia alle sue prime note, Martino è molto interessato a pestare pure lui la tastiera (ed il papà non è da meno, ha un conto in sospeso con i tasti bianchi e neri...)