Gratitudine è una parola bella e scomoda. Ti pone in una posizione di debolezza verso qualcun altro, ti obbliga a ricordare e questo è in contrasto coi tempi fast-food che attraversiamo. Essere grati per i traguardi raggiunti dai figli, dei viaggi a lungo sognati poi realizzati nel corso di questo 2024 ormai terminato è fin troppo ovvio. Classificare una perdita enorme come quella di un padre tra le categorie positive, questo è più difficile. Però se impariamo a leggere nei fatti che ci accadono, a leggerli nel profondo, io dico che anche la dipartita di un padre amato acquista un significato propositivo. Sulla sua unica (fugace) apparizione in sogno ci sto lavorando ancora: pare che annuisse all'idea di dare una svolta alle nostre vite, di renderle ancora più uniche, di essere innovatori e mediatori. Eh sì, ma pare che ci esortasse a farlo fuori dalle nostre zone di comfort: grato anche per questo.
mercoledì 1 gennaio 2025
venerdì 31 dicembre 2021
Anno uno.
Quello che succede a San Silvestro è che fai i bilanci, quasi devi farlo. Non volendo sottrarmi alla tradizione, volendo farlo in maniera sintetica ma efficace, ho pensato che anzitutto questo anno 2021 succede a quello tsunami che è stato (per tutti) il 2020: quindi rappresenta una sorta di "anno uno", quello da cui ripartire dopo un reset. Ok, e sia.
Un attimo, ci vuole una foto che rappresenti degnamente la cosa... ce l'ho.
Fine settembre, una mattinata in giro per Torino, alla ricerca di una piadina nell'ora di pranzo, in una pausa appena terminata la sistemazione nel nuovo alloggio, quello del trasferimento dopo il grande lockdown: mi intenerisce, una mamma coi propri figli a mo' di guardie del corpo. Tenerezza, tanti significati.
Dueperdiciassette è nato per loro: erano bambini quando nacque questo blog, ora si affacciano alla vita matura, quella degli studi in una città a mille chilometri da casa, per seguire le proprie passioni e farle diventare qualcosa di cui vivere.
Cosmo per una serie di circostanze raggiunge Martino al nord. Ecco ci siamo: ora parte la retorica del nord-sud, il PoliTo che è meglio del PoliBa, ma pure il PoliMi è valido... ma basta, è deciso così!
Si matura con le scelte consapevoli: questa è una di quelle scelte in cui nè io nè Maria Grazia abbiamo avuto influenza. Quando sono scelte che sorprendono siamo alquanto orgogliosi, significa che in tutti questi anni abbiamo seminato e stiamo assistendo all'ora di iniziare a vedere i frutti (quanno ce vò, ce vò...)
Anno uno, testa sulle spalle, il mondo è vostro: conquistatelo, ovunque.
venerdì 2 aprile 2021
Venticinque (anni da "ingegnè")
"Voi un giorno sarete ingegneri...
(si girò verso la lavagna e disegnò un grande "007")".
Classe muta, sconcerto. "... 007, licenza di uccidere!"
Risata di circostanza generale. E proseguì con un altro disegno alla
lavagna, una graticola tipo le linee vuote al gioco del tris.
Silenzio. Capimmo tutti che non si riferiva al gioco del tris, ma al
gabbio. Era il primo giorno di lezione al corso in Scienza delle
Costruzioni, terzo anno al PoliBa: si presentava così l'anziano
professore, un super-ingegnere. Parole che mi sono rimaste scolpite
nella mente per tutti gli anni a venire, fino a oggi, a 25 anni dal
giorno nel quale ho conseguito il titolo di Dottore in Ingegneria Elettrotecnica. Analizza, risolvi e prenditi le responsabilità.
Qual'è il prezzo? Se sei un libero professionista, il prezzo lo
decidi tu, se sei un dipendente di un'azienda, il prezzo è il tuo
stipendio... ho scelto la prima strada, le montagne russe. Quel
giorno in un'aula del PoliBa non potevo saperlo, ma il vecchio prof
nella sua ammonizione, addolciva la pillola amara degli anni che
sarebbero venuti dopo. Ma insomma, in fondo, sono stati anni
gloriosi, questi primi 25 da "ingegnè": a volte ti senti
onnipotente, a volte sei schiacciato. Ma ti rialzi sempre, quasi
miracolosamente. Analizza, risolvi e prenditi le responsabilità: è
diventato presto il mio mantra, dicono pure che sia bravo: cosa posso
desiderare di più? Certo, bravo a maneggiare patate bollenti, a
sbrogliare matasse, a fare da parafulmine, bravo pure a cambiare
lampadine (con gran gaudio della consorte, eheh!). A proposito di
lampadine, dopo la proclamazione, la sera invitai tutti a casa per un
rinfresco: al termine regalai a tutti i convenuti, amici e parenti,
un piccolo ricordo simbolico: una lampadina, ad incandescenza. Una
missione nobile: la luce, l'energia, vita confortevole, da portare
ovunque. Una missione che mi accompagna ancora: ho solo sostituito la
tecnologia, sono passato dalle caldaie a gas alle pompe di calore,
dall'incandescenza al LED ;-)
giovedì 31 dicembre 2020
Duemilaventi: sembrava amore invece era...
La numerologia per quest'anno 2020 appena conclusosi avrebbe predetto un anno di buon auspicio, certamente carico di tante aspettative... Numero tondo, divisibile per 2,4,5,10,20,101, bello anche graficamente, sia in versione araba che romana (MMXX) e persino binaria (11111100100).
Poi è arrivata la pandemia: se il 2020 voleva lasciare di se un segno epico beh, c'è riuscito! Riflettevo sul fatto che quest'anno ha rimesso in discussione praticamente tutto: valori, amicizie, abitudini, credenze, alimentazione, lavoro, educazione, istituzioni.
Ho visto stimati colleghi con tanto di laurea scientifica diventare complottisti, antivaccinisti e seguaci di pseudoscienze; ho visto joint-venture tra aziende brillanti saltare contro ogni previsione logica; ho visto città talmente deserte da sembrare finte. Abbiamo imparato a leggere i grafici ed una volta interpretati abbiamo avuto paura. E ci siamo chiusi in casa, e non per un giorno, ma per cento giorni. La fortuna di avere una casa abbastanza grande, calda ed iperconnessa: tutti e quattro riuniti per vivere, forzatamente, un periodo certamente irripetibile.
Ne siamo usciti cambiati, forse migliori. Ci sono cose, ad esempio, che non avrei mai pensato di desiderare, gesti comuni pre-Covid ora rari o quasi impossibili: una stretta di mano, un abbraccio, una colazione di lavoro per guardarsi faccia a faccia (senza mascherine).
Io ed Mgz abbiamo scoperto l'ortoterapia, abbiamo cominciato a prenderci cura di un piccolo pezzo di terra, a suon di zappa, carriola e secchi d'acqua: la prima insalata coi nostri pomodori aveva un sapore nuovo, di una bontà difficile da spiegare a parole. Eppoi per la prima volta non ho fatto bilanci economici di fine anno, perchè non me ne frega proprio nulla: sono vivo, anzi siamo vivi ed in salute, quindi siamo ricchi.
Dunque, col rischio di sembrare uno sciocco, affermo che per me il 2020 è stato un anno grande, direi necessario: roba da vertigine, da ricordare come di quando ho sconfitto le paure attraversandole e superandole. E sono grato al 2020, nel quale ho riscoperto il valore di una casa ed una famiglia, ormai passata dallo status di amorevole ad … adorabile!
domenica 22 marzo 2020
Emergenza 2020: un'analisi parziale.
Le misure di contenimento messe in atto dalla Presidenza del Consiglio col D.P.C.M. 11 marzo 2020 sono inedite nella storia repubblicana ma originate dalla forza dei numeri: la statistica è una scienza assai delicata, permette di prevedere gli eventi (senza scomodare le profezie) e permette al Sistema Sanitario Nazionale di affrontare l'emergenza senza collassare. Da quel momento la nostra vita quotidiana è stata sconvolta: anch'io, mi sono attrezzato in modalità smart-working e parallelamente, ho iniziato a collezionare i dati giornalieri del bollettino Protezione Civile, perchè il mio conforto è nella forza dei numeri. Sull'esperienza cinese ho creato un modello matematico, basato sulla primitiva "distribuzione chi quadro".
L'andamento del diffondersi dell'epidemia ha seguito molto bene il modello, fino al 18.03, dove ho notato una anomalia. Solo tre giorni dopo mi è stato tutto chiaro: al primo fronte epidemico se ne è sovrapposto un secondo, più importante e massiccio. Bingo. In modo sintetico, quanto sta accadendo ricalca questo schema in figura: primo e secondo fronte sono rispettivamente il tratteggio verde e la linea gialla, in rosso l'andamento del contagio coi dati reali.
Il primo picco era previsto attorno al 27.03, ora invece si assesta al 02.04. Non ho scoperto nulla di nuovo, lo scenario è quello esaminato al punto 2 di un dossier del Washington Post il 14.03, a proposito della crisi cinese: è un modello solo un pò più complesso, che qualcuno meglio di me ha già studiato.
La situazione evolve ancora, ma sono abbastanza chiare due cose: 1) la previsione della prima ora viaggiava con numeri già preoccupanti (circa 50mila contagiati a fine epidemia), la seconda si posiziona con numeri pressochè doppi, che mettono a dura prova il SSN; 2) la serrata totale delle attività imposta dal DPCM pone un limite temporale per la ripresa delle attività nel 03.04, certamente basato sulle previsioni della prima ora: vista l'evoluzione successiva dovremo prepararci ad una dilazione di quel limite.
In termini di vite umane si parla mediamente di una mortalità del 6% circa, ahimè i dati italiani riportano finora un valore percentuale più alto (di quasi due volte): l'analisi di quest'altra anomalia è tuttora in corso.
In termini sociali questa emergenza ci sta già facendo sperimentare nuove modalità di interazione, con cui dovremo necessariamente familiarizzare: sopravviveranno solo i più inclini al cambiamento, prepariamoci a ciò.
Le conseguenze in termini economici, sia a livello nazionale che internazionale avranno una portata storica. Ciascuno di noi, ognuno con le proprie capacità dovrà mettere mani alle migliori idee e migliori risorse e condividerne: così non ne usciremo devastati da questa catastrofe, ma nuovi.
domenica 22 settembre 2019
Più a nord
Mio fratello me lo diceva, tutte quelle volte che, nei suoi 12 anni a Copenhagen, rientrava in Puglia per trascorrere qualche giorno col resto della famiglia. "Lì le cose funzionano, i lavori pubblici si iniziano e si finiscono, il welfare funziona, i bambini sono ipertutelati e non importa di chi siano figli, i mezzi pubblici sono puntuali, non c'è bisogno di auto proprie perchè basta una bici, ... "eccetera eccetera. E siccome la solfa si ripeteva ogni volta e cominciava a sembrare il discorso dell'emigrato italiano che deve denigrare tutto quello da cui è fuggito, io e Mgz ci siamo detti: vabbè, andiamo in Danimarca, visto che ce ne parla tutte le volte e sempre in termini entusiastici, andiamo a verificare. Solo che dal dire al fare sono passati vent'anni: nel frattempo sono arrivati i (nostri) bambini, sono cresciuti, mio fratello ha lasciato Copenhagen per ritirarsi nella terra natia (ma ci sarebbe rimasto volentieri, aveva già comprato casa), Martino c'è andato lo scorso anno con l'Interrail e praticamente il sogno di visitare quelle terre per me e Mgz è rimasto nel cassetto. Fino alla settimana scorsa.



In conclusione, aveva ragione lui. Una nazione che ha saputo coniugare tradizione ed innovazione, sviluppo ed ecosostenibilità, territorio e capillarità dei servizi, multietnicità ed integrazione, meglio che altrove, ammettiamolo.
E la Svezia? Per quel poco che abbiamo visto col passaggio dell'Øresund, ancora più, se possibile.
lunedì 31 dicembre 2018
Di opportunità
venerdì 16 febbraio 2018
Auguri, cara.
Auguri, cara. Non sto qui a dire quanto sia grande ed incommensurabile questo amore: forse non mi sono mai soffermato (volutamente) a dargli una misura, perché onestamente tutto ciò che non è misurabile mi incute un certo timore, sarà deformazione professionale. Ci si lascia prendere (anzi, travolgere) dagli impegni e dal lavoro, per tenere su "la baracca" e si perde di vista il bene più prezioso che c'è: l'amore. E allora al diavolo tutto e stringiamoci attorno a questo amore, che non è a quattro mani (già da tempo), ma a otto mani. E che miracolosamente dà sempre frutti buoni. Auguri, cara!lunedì 4 settembre 2017
Facciamoceli (gli auguri)
martedì 13 giugno 2017
Amministrativamente donna: si può.
domenica 21 maggio 2017
sabato 31 dicembre 2016
S. Silvestro (again...).
Un anno intenso e di svolta per certi versi, ci sarebbe tanto da dire... invece nulla: un grosso abbraccio a tutti e buon 2017!
giovedì 31 dicembre 2015
S. Silvestro arriva sempre puntuale (ma avrei preferito Gatto Silvestro).
Qualcosa di cui andare fiero di questo 2015? Sicuramente la mia famiglia, coi miei ragazzini, Martino e Cosmo, che per vie diverse ogni giorno mi fanno scoprire cose nuove e mi costringono a gioire per ogni giorno in più sulla terra. E poi mia moglie Maria Grazia, che non ringrazierò mai abbastanza per la vicinanza ed il consiglio nei momenti bui, così come l'arguzia e l'acume delle sue osservazioni quotidiane: persona rara (strano a dirlo qui, a quasi vent'anni di matrimonio...). Poi ancora, il bel viaggio nella memoria a Torino, di cui ho già scritto. Infine abbiamo avviato il cantiere della ristrutturazione delle facciate esterne della casa, opera di una certa entità (praticamente 3 lati su 4 della casa sono tutto un ponteggio...), quattro imprese coinvolte, rimandata di anno in anno e non più derogabile.
Qualcosa per cui vorrei dimenticare il 2015? Anzitutto l'incidente di Cosmo, durante l'ora di educazione fisica, certo non grave (microfrattura alla rotula) ma che lo ha costretto a venti giorni di gesso ed altrettanti di riabilitazione, dal quale si sta riprendendo tuttora.
Poi voglio dimenticare il brutto incidente occorso al mio amico e collega Vito, ben più grave, che lo ha costretto a mesi di degenza e riabilitazione e che solo da pochi giorni ho potuto riabbracciare alla sua abituale postazione Cad: forza Vito, sei sempre lo stesso!
Infine il caso di un inutile centro polivalente in corso di costruzione nella mia Alberobello, in piena buffer-zone a tutela Unesco, nell'area dell'ex-Mercato Coperto, partorito da chissà quale notte insonne di chissà quale collega costretto da chissà quali gruppi di interessi e che ha costretto a sua volta una piccola e tranquilla cittadina all'indignazione collettiva, passata dal sogno della fiaba delle casette a punta e gli abitanti puffi al risveglio nella democrazia apparente. Vicenda nella quale si consuma il perfetto cortocircuito politico-affaristico all'italiana in sei punti: 1) c'è un bando di finanziamento; 2) si confeziona un progetto ad hoc che fa tanto utilità sociale, da cantierizzare a tutti i costi prima che scada il finanziamento; 3) la classe politica coglie l'occasione per elevare i consensi con sfoggio di pragmatismo e promesse occupazionali; 4) l'opinione pubblica, tenuta all'oscuro di tutto, si sveglia una mattina al suono delle ruspe che demoliscono il vecchio mercato e scopre il progetto di un nuovo immobile, peggiore del vecchio e di dubbia utilità, ed insorge; 5) un Comitato cittadino di difesa e tutela accede agli atti, alcuni sono raffazzonati, alcuni fuori norma, alcuni del tutto mancanti, partono gli esposti pubblici e la danza dei chiarimenti e delle integrazioni tra Amministrazione/UTC/Impresa e Ministeri ed Autorità anticorruzione; 6) la magistratura (di solito comunista) vuole vederci chiaro e blocca i lavori sequestrando il cantiere, inchiesta, complottismo, campagna mediatica, ecc... Storie già viste, decine e decine di volte in Italia, sulla testa di cittadini onesti e paganti, come sempre e più di prima.
Odio il giorno di S. Silvestro, perchè mi costringe a fare i bilanci (ma sono della Vergine...). Meglio che ti mando a fanxulo da subito, anno nuovo: così, preventivamente, aggratis (come certe bombe intelligenti di certi esportatori di democrazia), chissà che stavolta l'augurio funzioni meglio.
mercoledì 21 ottobre 2015
The Future...
giovedì 2 aprile 2015
Aprile (dei bilanci parziali)
giovedì 22 gennaio 2015
I soliti bilanci
martedì 25 novembre 2014
C'era una volta il genio italico.
Due notizie dal mondo scientifico, a pochi giorni di distanza tra loro, entrambe di portata storica per il nostro Paese. Passate, ahimè, in totale secondo piano: dannazione, perchè?! Dapprima la missione Rosetta, col suo lander Philae e la strumentazione di bordo in parte di progettazione e realizzazione italiana, la prima volta nella storia di una sonda terrestre su una cometa, poi la cosmonauta Samantha Cristoforetti, prima cosmonauta italiana in assoluto, selezionata tra 9mila sue colleghe aspiranti tali per una missione nella stazione spaziale internazionale ISS. Mi si contorcono le budella a pensare, nell'ordine: 1) che la missione Rosetta per il TG4 (sedicente tiggì nazionale) è semplicemente quella che "rovina l'immagine della stella natalizia"; 2) che la diretta dell'aggancio con la ISS del modulo spaziale con la Samantha su RaiNews24 ha avuto uno share di meno di un decimo della diretta radio del derby Milan-Inter; 3) che neanche tre anni fa un Ministro Italiano della Pubblica Istruzione enfaticamente plaudeva all'apertura del tunnel di 750 km tra il laboratorio del Gran Sasso ed il Cern di Ginevra - e di grandi passi a livello ministeriale da quel triste giorno non ce ne sono stati -; 4) che prima ci sedevamo al tavolo coi grandi del G7, poi abbiamo ospitato il G8 (tirando a lucido l'inverosimile anche a costo di debiti ventennali e impietosendo gli ospiti sulle rovine dell'Aquila per elemosinare accordi energetici favorevoli), ora ci accontentiamo di fare la foto di gruppo al G20 - dove si parla di tutto purchè non si cambi nulla. E infine, è un fatto che ci sia un sottile filo rosa che lega i due avvenimenti - è determinante il contributo femminile nella missione Rosetta - ma per l'italico macho medio per il quale la donna va bene finchè è bella e non pensante oppure mamma a casa, l'accusa di aver fatto passare in secondo piano gli eventi storici di cui sopra è solo un complotto della statistica.
lunedì 20 ottobre 2014
Una fiction ci risolleverà (sigh!)
domenica 21 settembre 2014
Orazio e Mariagrazia
Ieri, invitati alla cerimonia del matrimonio di mio fratello Orazio con Mariagrazia. Una cerimonia a lungo pensata e pianificata nei dettagli, quasi più per noi invitati che per se stessi: ogni dettaglio al suo posto, con al centro il loro amore reciproco. E' una bella coppia, e non perchè è mio fratello, ma perchè il loro sentimento è profondo e traspare agevolmente, non possiamo che gioire con e per loro. Un matrimonio poi è anche un momento di riflessione per chi ci è già passato: ci si guarda negli occhi tra consorti e ci si interroga su quale strana congiunzione astrale abbia unito queste due persone, a volte diversissime, e per altre ragioni inspiegabili, riescano a stare insieme per anni e anni (noi 18 anni, per la cronaca). Un rito civile, con reciproca convinzione, un pò in sfida alle tradizioni della Murgia ma molto in linea coi tempi. Location di grande effetto (un'antica masseria pugliese), e poi la musica: ogni momento accompagnato dalle note giuste, che ho apprezzato al 95% (è tutto dire, perchè di solito ai matrimoni mi fermo al 40% di apprezzamento, eheh...). Un milione di AUGURI!!!
lunedì 28 luglio 2014
Nativi digitali
L'altro giorno Cosmo mi fà: "Ma come passavi il tempo tu quando avevi la mia età? Cioè che giochi facevi, senza cellulare e senza tablet?!" Ed io: "Beh, facevo giri di isolati e del quartiere con la bici, poi l'avevo taroccata con dei cartoncini presi dalla tipografia del nonno, messi con le mollette ai raggi per far rumore, infine c'avevo messo un paio di tubi di scarico ai lati e andavo forte, imitando le moto.", "Si, ma i giri in bici li faccio anch'io, quando me lo permetti, vabbè..." "Eh si, lo sai che oggi il traffico è aumentato..." "Si, si, e poi che facevi?" "Poi m'ero costruito dei caschi di cartoncino, sagomati e aerodinamici, sembravo un robot di quelli dei cartoni, c'hai presente Goldrake, Mazinga, quelli che t'ho fatto vedere una volta, eh?" "Si, vabbè. E poi?" "Poi ascoltavo la radio, tanta radio, leggevo fumetti..." Ed infine lui: "... e che palle, ma non ti scocciavi così?!"
Insomma, ne ho ricavato che sono padre di un nativo digitale, anzi due, Martino e Cosmo. E che non serve a niente dire com'erano i miei pomeriggi di dodicenne, ma serve capire i suoi pomeriggi come sono.















