A Gianni.
Osservando le evoluzioni di Gek e col saggio di cui mi parlavi in mano (R. Vacca – Medioevo prossimo venturo – 1971) mi chiedevo se è proprio vero che non ci sei più. Con te si poteva parlare indifferentemente di geopolitica o del vino piemontese, di particelle elementari o di cultura popolare pugliese. Devo essere sincero: avevo trovato in te un modello, un modo di essere e di vivere la vita leggero. Gioviale, generoso, di te non si riusciva a trovare un difetto. Ricordo di quando una sera a cena da Gianfi e Teresa mi raccontavi degli anni di Torino, un paio d'ore ad ascoltarti senza peso, col bicchiere di vino rosso a portata di mano, mentre tua moglie mi guardava con sguardo compassionevole insieme agli altri commensali.
L'altra sera ci siamo salutati alla gelateria e tu come al solito hai scherzato coi bambini … la mattina dopo eri già tra 5 tavole: ma che razza di scherzo, il destino.
Ciao Gianni, porterò il ricordo di te ovunque.
P.S.: Ho ritrovato sulla rete un gustoso sketch nel quale Gianni B. era protagonista, insieme a Nicla G. Non me ne vorrà nessuno, ma a me piace ricordarlo anche così.