domenica 21 dicembre 2008

P1020990_1Come un amico di famiglia: bello, grande, forte e da rispettare. Il pino dei trulli di Monte Carello, naturalmente. Alla sua ombra ci si riparava, volentieri si ascoltava il fruscio delle sue fronde la sera. Una forte tromba d'aria nei giorni scorsi ce l'ha buttato giù. P1040198_1 Gli alberi erano due in origine, fratelli: già avevamo subito la perdita dell'altro qualche anno fa, complice il vento e la dura roccia calcarea affiorante delle Murge, impenetrabile alle radici che non hanno potuto ancorarsi che solo superficialmente. Stessa sorte per quest'ultimo, dunque. Però eravamo decisi a non accettare la sorte, questa volta. La faccia di MGR alla vista dell'albero caduto, da lei stesso piantato vent'anni prima diceva tutto. La decisione: tentare il recupero del pino. C'è chi taglia alberi per farne addobbi natalizi, c'è chi li rimette al loro posto, noi Starnazzi amiamo le imprese controcorrente... Contattata la ditta, questo week-end ho seguito con attenzione i lavori di scavo, tra lo sguardo scettico dei miei suoceri, sicuri dell'insuccesso dell'impresa.
P1040295_1P1040296_1Imbragato l'albero, è stato issato, posizionato, allineato, potato e infine sistemato e irrorato. Ora non ci resta che attendere che attecchisca e si ambienti alla nuova situazione. Pregate con noi per la positiva riuscita (altrimenti avranno ragione quelli che in queste ore gufano...).

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Buon Natale a tutti. Giuseppe (Beppe) & co.

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giovedì 11 dicembre 2008

Ho rivisto con piacere l'altra sera "Così parlò Bellavista", grazie alla potenza di internet. Perchè mamma Rai è da un pezzo che non lo programma e se lo fa è relegato ad ore tarde: chissà perchè poi, sarà un film ... eversivo!

lunedì 1 dicembre 2008

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Appuntamento a domenica prossima (come da locandina accanto).


La compagnia Hanife Ana presenta il romanzo "Undici", ispirato ad una storia vera, un dramma di sbarchi clandestini da parte di giovani africani. L'autrice Savina Dolores Massa, insieme alla voce e coreografie di Alessandro Melis e alle musiche originali di Gianfranco Fedele estrae dal suo romanzo alcuni brani, nella cornice del monumentale Trullo Sovrano di Alberobello. 
Col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello e dell'Associazione Culturale Trullo Sovrano.



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Hanife Ana è una nave incagliata, un sogno di balene in decomposizione, un viaggio, un ricordo, una liturgia. Hanife Ana è anche una compagnia di musici, teatranti e sognatori perduti, nata dalla fusione di esperienze musicali e teatrali differenti ma complementari.
Il nucleo centrale e fondativo è costituito da Savina Dolores Massa, Alessandro Melis e Gianfranco Fedele: una scrittrice, un teatrante, un musicista, sensibili all’interazione tra il linguaggio musicale e quello propriamente verbale. Provocatoria divergenza fra l'approccio musicale jazzistico e lo sguardo stremato ma lucido su ogni partorita creatura letteraria.


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Savina Dolores Massa. Da alcuni anni scrittrice a tempo pieno, finalista con la silloge di racconti Isolamatamara al premio letterario A. Gramsci ed. 2006, è giunta nella rosa dei finalisti al Premio Letterario Calvino 2007 con il romanzo Undici, pubblicato dalla casa editrice Il Maestrale. Scrive poesie, racconti, romanzi, teatro, canzoni. Finalista o vincitrice di numerosi premi letterari. Il suo lavoro sulla voce nasce dall’incontro con i registi Marco Parodi e Mario Faticoni, dei quali è stata allieva negli anni 2004, 2005, 2008.


Alessandro Melis. Archeologo, poeta, scrittore, attore. Vincitore del premio “Diego Valeri” ed. 2004, e del premio “Versi con mani di pomice” ed. 2005. Scrive e traduce per il teatro. Collabora con il Teatro Instabile dal 2006, recitando in “Don Chisciotte… un errante contro i mulini a vento”, “Inferno”, “Natività” di Aldo Sicurella. In particolare, nello spettacolo “Inferno”, realizzato nel luglio 2007 nelle aree archeologiche della provincia di Oristano, ha interpretato il ruolo di Dante, proseguendo una ricerca tuttora in corso intorno al poema dantesco. Ha studiato inoltre con Maria Assunta Calvisi, Isadora Angelini, Catie Marchand, Michael Margotta.


Gianfranco Fedele. Pianista e compositore, ha frequentato più volte, negli anni '90, i seminari di Siena Jazz con, fra gli altri, Stefano Battaglia e Enrico Pieranunzi; in Sardegna, il seminario invernale di Nuoro Jazz 2004/2005. Ha studiato pianoforte jazz con Davide Santorsola, Mario Rosini, Nico Marziliano, Peter Waters, Alessandro Di Liberto; armonia, composizione e arrangiamento jazz con Gianfranco Barbera; pianoforte classico con il M° R. DeLeonardis; canto jazz presso la scuola "Il Pentagramma" (Bari) con l'insegnante Gianna Montecalvo; canto lirico con il M° Giacomo Colafelice. Attualmente è laureando nel triennio Jazz presso il conservatorio “G. Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Svolge la professione di musicista in vari ambiti: jazz, pop, rock, spettacoli di musica e poesia, teatro e altro - dal 1992.


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Update 07.12.2008: E' stata una serata intensa. Grazie a Savina, Alessandro e Gianfranco per averci regalato l'emozione di rivivere una storia solo col suono delle parole e dei gesti! A presto.

domenica 23 novembre 2008

In memoria di quel 23 novembre 1980.

Mariano, mi perdonerai per averti linkato senza preavviso. Quando poi ci siamo visti dal vivo, con una sola parola hai glissato elegantemente su una storia talmente vera che sembrava costruita con sapienza. Ma era proprio la tua storia, una storia nella storia e non occorreva incalzare con altre domande. Ti saluto da qui, spero di incontrarti ancora.

sabato 15 novembre 2008

Questa foto è storia. Racconta di una civiltà contadina che fino a pochi decenni fa regolava i ritmi vitali seguendo lo scandirsi del sorgere e tramontare del sole, dell'accendere un fuoco e preparare pietanze dai sapori antichi. Fine anni '70. Il fotografo pugliese Mimmo Guglielmi immortala in questa immagine una coppia di coniugi attorno al focolare in un trullo. Non è una scenografia apparecchiata per l'occasione, è uno spaccato di quotidianità autentico. Aurelia e Mario ostentano la serenità di una giornata di lavoro appena terminata, vissuta senza affanni, senza orologi né telefoni o tv-color. Quattro figli e tante, tantissime lezioni di vita impartite con poche parole e molti buoni esempi. Mario è andato via prima, presto: neanche il tempo di un'altra suonata alla fisarmonica. Aurelia, la schiena curva dai molti anni di lavoro nei campi avrebbe voluto raggiungerlo subito, ma ha atteso più di 25 anni prima di ricongiungersi a lui. Una fortuna per chi l'ha conosciuta, perché lungo quest'arco di tempo ha avuto modo di dispensare preziosi consigli, di una modernità impensabile.  


Saluto qui la mia vicina di casa Aurelia che stanotte ci ha lasciati, a 93 anni. Sono davvero onorato di averla conosciuta: gli ultimi anni ha dovuto lottare con un nemico in più, l'Alzheimer. Mi piace ricordarla com'era in questa foto, quando aveva sempre una parola di conforto per i dubbiosi, un sorriso ed una carezza per tutti i bambini come me.


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giovedì 13 novembre 2008

Cazzarola! Da giorni combatto con un trojan che s'è intrufolato nel pc da lavoro e non riesco a stanare. Devo riuscirci, perchè altrimenti sono a rischio mesi di lavoro... :-o
In compenso, a volte si incontrano altri bacherozzi come questo qui, (essere vivente, molto molto più simpatico...): una coccinella!

martedì 4 novembre 2008

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Il piastrellista esoterico.
 
Il '96 fu un anno denso di avvenimenti. Mentre ci si preparava al matrimonio, in estate procedevano i lavori per la casa che i miei avevano deciso di donarci. A coordinare il tutto, mio padre, ottimo direttore dei lavori. Scelse lui l'impresa e volle che alla pavimentazione ci si dedicasse Alessandro detto "Santino", dalla trentennale esperienza. Basso, faccia simpatica, praticamente mi ha visto bambino, molti denti in meno da allora, una perenne cicca al lato bocca, il viso ancora più scavato ma lo stesso sorrisetto. E neanche una parola in italiano, tutto dialetto pugliese stretto. Un tipo così non ispira proprio precisione ed esperienza: ma è un errore. La prova fu la pavimentazione di una stanza dalla doppia entrata. "Ma ci riuscirete a ricongiungervi esattamente senza sbagliare, partendo da punti così distanti?", dissi. E lui, con aria di sfida e ad un passo dal mandarmi a quel paese, ma non potendolo fare vista la lunga amicizia con mio padre, si limitò ad un: "M'a scummett?" (scommettiamo?). Al rientro nel pomeriggio erano gia andati via e constatai il risultato: un allineamento perfetto, con un errore inferiore al millimetro. Ecco, non so se mi sono spiegato bene: la pavimentazione della casa è unica in tutte le stanze (tranne nella zona notte, a parquet) e quella stanza è al centro. La pavimentazione dell'intera casa era già completa, rimaneva solo quella stanza da completare partendo da due lati opposti (le due porte contrapposte) per finire al centro con mattoni interi 43x43cm posti a 45°. Perfetto.
Il giorno seguente, dopo i miei complimenti, era la volta della piastrellatura perimetrale del bagno. Quando ero alla casa dei miei, da ragazzo mi accorsi che tutte le piastrelle di quel bagno erano montate correttamente tranne una piastrella, una soltanto, ruotata di 180° rispetto alle altre. Mi divertivo ad individuarla, perché non era tanto evidente. L'autore, manco a dirlo, lo stesso Santino, venticinque anni prima. Dovevo dirglielo, anche se l'avrebbe presa a male. O meglio, volevo proprio vedere come l'avrebbe presa. "Mi raccomando, un bel lavoro preciso. Guarda che lì dai miei una piastrella è montata a rovescio!" E lui mi rispose come non mi sarei aspettato: "Chèra piastrell stè buon accussì, ca cussì 'ng vòl!" (Guarda che quella piastrella lì sta bene, perché è così che deve stare). Acquisita questa battuta (perché tale sembrava) me ne sono andato tranquillo e divertito. Matrimonio, primo e secondo anno di casa, con MGR cominciamo a viverla questa casa e a sentirla nostra … un giorno sono lì, seduto al cesso (ed è lì che vengono le riflessioni migliori, ditemi il contrario!) che osservo le piastrelle, me le conto una ad una, osservo la ripetizione della texture, quando ecco: una piastrella non segue il motivo. E' montata al contrario, ruotata di 180°. Flashback, e riecco Santino nella mia mente con la sua battuta, che ora diventa una sentenza "… ca cussì 'ng vòl!" Accidenti è vero, c'è un significato in quella piastrella ruotata, non è un errore, non è un caso: è una firma. Santino il sempliciotto nascondeva un'anima esoterica, numerologica. Ne sono certo.


Courtesy image: Safian's arabisk