Sul valore dell'amicizia. Queste erano domande essenziali da adolescente, poi hanno perso la loro efficacia, con l'arrivo dell'età della ragione. Ma ci si può domandare ancora oggi, a 43 suonati (...ding!) se l'amicizia è ancora un valore, se è importante o se solamente esiste? Qualcuno dice: porsi domande è sempre un buon segno. Ma facciamo un passo avanti: esiste l'amicizia pura, disinteressata? Qualcun altro dice: sì, è quella che si stabilisce tra due innamorati, oppure due coniugi... Domande, domande, quante domande. E se l'amicizia fosse solo un caso, una coincidenza? Credo che il segreto sia nel saper leggere i segni del caso: il destino ti passa accanto, se sai leggere nei suoi segnali ti porta da qualche parte, a volte in posti migliori di dove sei. E ti fa incontrare persone che non ti chiedono altro che essere ascoltate. Ecco il dunque: ascoltare, saper ascoltare. E bello raccontarsi e sentirsi ascoltati, è altrettanto bello predisporsi ad ascoltare, far parlare il/la tuo/tua amico/amica. Ma ad una condizione fondamentale: non aspettarsi nulla da questo scambio. Il resto è tutta coreografia, convenzioni sociali, note di colore. Ah, quanto avremmo bisogno di amicizie vere, è davvero una merce preziosa di questi tempi vacui, altro che euro e conti in banca... ho la percezione che sia proprio così, che sia merce rara. Però, per fortuna, l'amicizia esiste, c'ho le prove (come scrisse il buon Ceccherini...)
martedì 13 settembre 2011
lunedì 22 agosto 2011
Certe volte li guardo (i Dueperdiciassette) e non mi sembrano veri, sicuramente più carini di me e Mgz... ;-)

venerdì 29 luglio 2011
Evvai, piccoli musicisti (rockettari) crescono!!!
mercoledì 29 giugno 2011
Passo una mattina davanti alla zona “Monti” della città dei trulli, ti vedo questo e scatto una istantanea. Poi la rivedo a tavolino e deduco che questa foto richiede alcune considerazioni. E' senz'altro l'emblema di una serie di nodi irrisolti (ed irrisolvibili, forse) che attraversa questa piccola ed unica cittadina, ma andiamo con ordine. Anzitutto occorre, sinteticamente per i non alberobellesi, fare un po' di storia. Anzitutto le leggi n.1089 e n.1497 del 1939, che hanno individuato il bene da tutelare e poi circoscritto, poi il PRG locale (1985-1992). In mezzo ci sono delle non-leggi ovvero un documento-studio denominato “Prontuario del Restauro” del 1985, adottato nel 2008 a Regolamento nelle zone a tutela Unesco ed appunto il riconoscimento Unesco, datato 7 dicembre 1996. Cosa è previsto in sostanza: che gli interventi sui trulli debbano conservare le caratteristiche di questi manufatti, definiti “in pietra a secco” ovvero senza l'intervento delle malte, non introducano elementi nuovi ma solo conservino l'esistente e qualora per esigenze tecniche si debba provvedere ad aggiunte (es. servizi igienici, vani tecnici) questi siano estremamente limitati e distinguibili dal corpo edilizio a trullo. I tecnici che operano su questo centro storico sanno che ciò si traduce in rigide regole, che hanno sì come scopo finale la salvaguardia di questo patrimonio edilizio così particolare, ma hanno anche un aggravio economico non indifferente: le maestranze lavorano a mano, sono poche e ricercatissime, le liste di attesa sono valutate in 6-12 mesi, dall'incarico alla cantierizzazione, i costi al metro cubo sono 3-5 volte quelli di un moderno edificio civile laterocementizio. Ed ovviamente non è possibile costruire un trullo ex-novo, argomento tabù ...
Le contraddizioni si scontrano attorno all'interesse economico dettato dal flusso turistico nella zona monumentale di Alberobello (il centro storico), che va crescendo e nell'ultimo decennio ha conosciuto vette mai toccate prima (per una cittadina di 11.000 abitanti il flusso annuo è circa di 59.000 arrivi registrati – dato 2006 Regione Puglia).
Dunque, una foto così l'avrei semplicisticamente intitolata “cemento sui trulli”, l'autopompa sulle cupole fa saltare all'occhio l'evidenza di un centro storico che vuole sopravvivere alle leggi del mercato, facendo passare in secondo piano (purtroppo) le pie intenzioni di una integrità nella tradizionale tecnica costruttiva del trullo basata esclusivamente sulla lavorazione a secco dei conci lapidei. Dov'è il punto di incontro? Un centro storico col trullo musealizzato, trullo come residence o mercificazione del trullo?
A tale materia le amministrazioni, sotto la spinta di precisi adempimenti di carattere generale, stanno rispondendo mettendo a punto un Piano di Gestione del sito Unesco, di cui ancora non si intravede il documento finale, presumibilmente per questioni economiche: tale documento dovrebbe mettere un po' d'ordine alla materia.
E le migliaia di coni nel territorio extra-urbano fuori dalla perimetrazione Unesco? Ed ancora, i trulli fuori dal territorio di Alberobello (es. Valle d'Itria) per nulla interessati a disquisizioni teoretiche come ad es. uno strumento urbanistico unico con cui affrontare l'intero territorio dei trulli abbracciante ben 3 provincie (Bari-Taranto-Brindisi)?
Godiamoci questa immagine, nel frattempo.
Le contraddizioni si scontrano attorno all'interesse economico dettato dal flusso turistico nella zona monumentale di Alberobello (il centro storico), che va crescendo e nell'ultimo decennio ha conosciuto vette mai toccate prima (per una cittadina di 11.000 abitanti il flusso annuo è circa di 59.000 arrivi registrati – dato 2006 Regione Puglia).
Dunque, una foto così l'avrei semplicisticamente intitolata “cemento sui trulli”, l'autopompa sulle cupole fa saltare all'occhio l'evidenza di un centro storico che vuole sopravvivere alle leggi del mercato, facendo passare in secondo piano (purtroppo) le pie intenzioni di una integrità nella tradizionale tecnica costruttiva del trullo basata esclusivamente sulla lavorazione a secco dei conci lapidei. Dov'è il punto di incontro? Un centro storico col trullo musealizzato, trullo come residence o mercificazione del trullo?
A tale materia le amministrazioni, sotto la spinta di precisi adempimenti di carattere generale, stanno rispondendo mettendo a punto un Piano di Gestione del sito Unesco, di cui ancora non si intravede il documento finale, presumibilmente per questioni economiche: tale documento dovrebbe mettere un po' d'ordine alla materia.
E le migliaia di coni nel territorio extra-urbano fuori dalla perimetrazione Unesco? Ed ancora, i trulli fuori dal territorio di Alberobello (es. Valle d'Itria) per nulla interessati a disquisizioni teoretiche come ad es. uno strumento urbanistico unico con cui affrontare l'intero territorio dei trulli abbracciante ben 3 provincie (Bari-Taranto-Brindisi)?
Godiamoci questa immagine, nel frattempo.
martedì 31 maggio 2011
Che dire, cerco di difendermi. Dalla tv urlata, dai cattivi consigli, dai falsi amici, dai call-center. Per cosa poi? Per regalare a me ed ai miei piccoli un futuro migliore, certo. E se nonostante tutti gli sforzi, i risparmi e le privazioni, alla fine arrivasse un dittatoruncolo qualsiasi e mi imponesse uno ius-primae noctis, una decima permanente sulle mie rendite e perdessi il controllo sul futuro dei miei figli… certo io spero per loro il meglio, che trovino la loro strada, che esprimano le proprie capacità, che studino con profitto, ma se non avessi i mezzi economici per farlo? E magari qualcun altro si appropriasse delle mie risorse e candidamente le sperperasse, come starei? Per fortuna non sono solo in questa giungla, MGZ mi accompagna e mi consiglia, da solo sarebbe molto più difficile. Per fortuna mi accontento di poco, delle piccole cose che fanno la differenza, qualche canzone alla radio, una bella foto ogni tanto, un sorriso dato o ricevuto, il sole che mi bacia la fronte o il suono della pioggia che scroscia dietro le finestre. Mi basta. Bruci lo stupido arricchito, l'arrampicatore sociale, il politico ingrassato ed il giornalista servile, brucino tutti insieme al rogo. Tutto questo per dire a quel drittone che mi ha truffato su eBay e che ha fatto perdere le sue tracce che non ce l'ho con lui, che in fondo lui è solo una vittima di un sistema che l'ha già mangiato, e che cio che mi ha rubato andrà tranquillamente a spenderselo in farmaci. E chi mi conosce a fondo sa che tutto sommato, io sono un menagramo.
domenica 3 aprile 2011
Quindici anni fa pioveva a dirotto, molti dei miei appuntamenti memorabili della vita sono stati firmati dalla pioggia: il giorno del matrimonio, la nascita di mio figlio primogenito, la laurea, … Ecco, esattamente quindici anni fa completavo i miei studi in ingegneria elettrica, non ringrazierò mai abbastanza i miei per il sostegno economico e morale. E poi? Cosa dire dei primi 15 anni da laureato? Mah, sicuramente un sacco di cose nuove da imparare, a partire dal giorno dopo, cose che il Politecnico non ti dirà mai, l'esperienza dei cantieri, le file per uffici, le porte chiuse e le porte aperte, le cose che i colleghi più navigati mai ti dicono e che devi scoprire da solo a tue spese, l'imbarazzo di sentirti chiamare "ingegnè" da operai coi capelli grigi, le piccole grandi gratificazioni. Ho un aneddoto: in uno dei miei pochi incarichi nel settore dei lavori pubblici ho progettato e realizzato un ampliamento di impianto per pubblica illuminazione, per alcune vie della mia città. C'era da illuminare una strada senza uscita, i fondi permettevano di coprire solo l'80% della sua lunghezza, rimanevano scarsamente illuminate le ultime 2 case. Mi dissi che era sempre meglio che niente, ma il vecchietto dell'ultimo trullo mi pregò di fare di tutto per proporre una variante in corso d'opera per illuminare meglio la sua casa. Non era facile, ma il dirigente, un anziano ingegnere capo burbero ma dal buon cuore, mi diede una dritta, riuscimmo nell'intento. A lavori conclusi il vecchietto mi accolse in casa sua e mi fece un regalo: era una moneta sovietica, da 5 rubli, presa direttamente da Mosca durante l'unica gita della sua vita all'estero, per lui veterocomunista doveva significare tanto. Ce l'ho ancora sulla mia scrivania, in ricordo del signor Martino che oggi non c'è più.
Non sono diventato un ricco libero professionista, ma qualcosa l'ho fatta: ho realizzato lo studio che desideravo, ancora qualche mese di rata di mutuo da estinguere, tutte le tasse pagate fino all'ultimo centesimo e mi piace ancora il mio lavoro, il che è tanto di questi tempi!
Non sono diventato un ricco libero professionista, ma qualcosa l'ho fatta: ho realizzato lo studio che desideravo, ancora qualche mese di rata di mutuo da estinguere, tutte le tasse pagate fino all'ultimo centesimo e mi piace ancora il mio lavoro, il che è tanto di questi tempi!
giovedì 17 marzo 2011
Quest'anno, doppia ricorrenza per il 17 marzo: il compleanno di Martino ed i 150 anni dell'Unità d'Italia!
Dunque tutti riuniti in un bel gruppo familiare, sotto il tricolore...
Dunque tutti riuniti in un bel gruppo familiare, sotto il tricolore...
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