sabato 21 novembre 2009

Marilena andò nella sua stanza e recuperò un suo album di foto scattate in giro per la Puglia, di quand'era studente di architettura. Cominciammo a sfogliarlo, l'intenzione era trovarne alcune da farci una mostra, era deciso che per il 16 settembre avremmo preparato il tutto. Cominciammo a sfogliarlo: erano davvero tante, tutte belle, una più bella dell'altra, scattate con una reflex a pellicola. Mi sembrava di entrare nel mondo di Giancarlo, nel suo immaginario, nella sua ricerca di aspetti del territorio, dove mi sembrò subito chiaro ciò che il suo occhio voleva cogliere: un senso di bellezza, il bello negli elementi semplici del territorio brullo delle Murge, del Tavoliere, del Gargano e del Salento, pietra e vento, mare e terra rossa, chiese romaniche e rupestri. Era interessato a tutto e sembrava che il mezzo tecnico fosse sottodimensionato rispetto alle potenzialità e al suo talento e comunque quelle foto riuscivano a comunicare benissimo, l'osservatore si lasciava trascinare volentieri e facilmente nell'immagine. Guardare attraverso, guardare oltre. Gli occhi di Marilena si arrossavano mentre sfogliavamo l'album, il ricordo del terribile schianto del fratello era ancora troppo presente. Le foto erano accompagnate da piccole didascalie a penna, tranne che per una, forse la più bella di tutte le immagini. Decidemmo di metterla ugualmente, anzi di lasciarla come ultima nella sequenza della mostra: nessun indizio però ci poteva condurre al luogo di quella foto, quel mirabile rosone absidale ripreso tra lo spigolo di due case.
La mostra della presentazione dell'Associazione fu un successo: oltre 1500 visitatori da quel settembre fino al Natale. Però il dubbio mi ha tormentato per quattro anni: conoscere il luogo di quella foto.
Qualche sera fà mi attardavo in studio per lavoro; un po’ scazzato per quello che stavo terminando, mi tornò alla mente la foto di Giancarlo e di colpo decisi di fare un ennesimo tentativo, quello di cercare con i pochi indizi a disposizione ed un motore di ricerca. Tento con "rosone, puglia" e via a scandagliare le prime 200-300 facciate romaniche pugliesi, nessuna col rosone somigliante a quello. Poi osservo meglio: pare che il rosone della foto sia sotto un arco acuto, non a "tutto sesto". Quindi tento con la chiave di ricerca "rosone, arco, sesto, acuto". E via, un altro centinaio di rosoni, nessuno somigliante a quello della foto … tranne uno, ripreso però dall'interno e senza il finestrone absidale che appare dalla foto della mostra. Apro la pagina web corrispondente, scopro qualcosa di interessante nel testo: si parla di un eccezionale esempio di pianta a croce latina asimmetrica, con l'abside volutamente non in asse (con le asimmetrie poi io ci vado a nozze…), di un maldestro intervento di richiusura del finestrone absidale lì proprio dove sorge il sole, sole d'Oriente che porta il Cristo dell'Ultimo giorno, insomma uno scrigno di simboli alla cattedrale tardo-romanica di Troia, in provincia di Foggia. Dunque il finestrone c'è ma è murato ed il rosone absidale assomiglia proprio tanto. Affino la ricerca con "rosone, cattedrale, Troia" e finalmente alla cinquantesima immagine appare ciò che avevo cercato per quattro lunghi anni: una vista posteriore della chiesa di S. Maria Assunta a Troia (Fg). E nel confronto con la nuova immagine infine, la conferma, ahimè, di quanto ho sempre sostenuto: Giancarlo era un genio, il taglio che ha dato alla foto, il particolare angolo di ripresa, ha fatto di quella vecchia chiesa qualcosa di nuovo, di assolutamente moderno.

 

In ricordo di Giancarlo. Grazie per quello che ci hai lasciato, ora potrò portare i miei figli lì davanti a quella chiesa e potrò raccontare loro di quel giovane architetto che amava tanto la sua terra, il senso della bellezza, del suo amore verso la gente semplice e gli ultimi.

2 commenti:

utente anonimo ha detto...

Quando fotografare non vuol dire semplicemente avere una macchinetta in mano...c'è una personale interpretazione dello spazio che mi piace molto :) Tzugumi

beppestarnazza ha detto...

Ringrazio Marilena e Stella che hanno silenziosamente letto queste righe dedicate a Giancarlo, il loro caro fratello. Un abbraccio.