giovedì 26 dicembre 2013

Ci sono immagini che...

Ci sono immagini che poi, a rivederle in particolari circostanze, assumono un altro valore, oltre quello che volevano rappresentare. La foto di gruppo dei miei 18 anni, gli amici di allora: nei giorni scorsi, per una singolare coincidenza a distanza di poco ho perso due amici in foto, per ragioni diverse. Piero, logorato da anni di sofferenze per una disfunzione renale e complicazioni polmonari e Pierpaolo, in stato vegetativo da tredici anni per un incidente stradale. Coincidenza nelle coincidenze, nella foto sotto Pierpaolo e Piero sono uno accanto all'altro (secondo e terzo da sx): c'è un destino scritto per ciascuno di noi e chi l'ha scritto s'è proprio divertito...


domenica 24 novembre 2013

Gli oggetti sono oggetti...

Lo so benissimo: gli oggetti sono oggetti e come tali vanno trattati. Non hanno anima, nè possono acquisirla, neanche con gli anni di esercizio. Però ogni tanto il dubbio mi viene: ad esempio, a proposito di certi luoghi, le case, i negozi, le città, ma siamo sicuri che questi luoghi, se vissuti, non si impregnano delle storie di chi ci vive e finiscano per guadagnare una sorta d'anima?! E le auto? Sono solo veicoli o vivono le storie dei luoghi che percorrono (e dei loro occupanti?). E' una cazzata, lo so, ma pensare di aver dato via, una settimana fa, la Fiat Punto che ci ha accompagnati per tredici anni, fin da quando i ragazzini erano in culla, ripercorrere tutti i 165mila km e ricordare i tanti episodi (compreso tutti i vomitini), un attimino mi emoziona. Ma subito mi riprendo, pensando brutalmente che è solo una cosa e le cose non possono avere anima. Giusto?

Martino ha un futuro da fotografo? L'immagine è sua, come anche il viraggio seppia (casuale ma giusto).

La foto è di Martino, risale alla primavera del 2006, scattata casualmente nella nostra vecchia Fiat Punto, parcheggiata. 
Scenario, taglio inquadratura e viraggio seppia sono casuali, sappiatelo.

giovedì 14 novembre 2013

Harran - Alberobello


Da oggi la città dei trulli, la mia città, ha amici in medioriente. Nei giorni scorsi è stato siglato il gemellaggio tra Harran (sud-est turco) con Alberobello (sud-est italico), la prima nota per le caratteristiche costruzioni coniche in terracotta, la seconda per i trulli. La somiglianza è evidente e va oltre la forma e l'uso abitativo: è la concezione stessa di insediamento "alveare" che incuriosisce e accomuna. Credo sia una buona notizia, sarà un modo per sentirci meno ... unici.

mercoledì 23 ottobre 2013

La gallina giroscopica.


Avete presente quei video nei quali imbracciata una gallina, mossa in tutte le direzioni, quella mantiene lo sguardo fisso e la testa perfettamente stabilizzata, indipendente dai movimenti? Beh, ho voluto testare personalmente questa proprietà delle galline, con un esperimento.
Diciamo che è parzialmente riuscito: la gallina era disturbata da un cagnolino che girava nei paraggi, era distratta e preoccupata. Forse ha pensato anche di essere pronta per la cottura: niente di tutto cio, era solo stata selezionata per l'esperimento del giroscopio. Sono fiducioso, ritenterò.

lunedì 30 settembre 2013

La (solita) festa dei Santi patroni.

Per chi la vive da esterno è decisamente una bella festa, piena di luci, colore, folklore e devozione, per gli oriundi il ritorno al paesello dell'infanzia. Per chi ci vive tutto l'anno invece è un pò meno di tutto ciò, con l'aggiunta della difficoltà di spostarsi perchè il paese quasi raddoppia in popolazione. Per fortuna ai ragazzini piace, perchè ci sono un paio di giorni di festa extra, c'è il parco divertimenti con le giostre "tunz-tunz" e le prime uscite con gli amici.


venerdì 23 agosto 2013

London experience 2013 (ovvero Italia-vs-Regno Unito: 0-2)

Infine furono i ragazzini, Cosmo e Martino, a convincermi; sì, perchè altrimenti a questa età, non sarei ancora andato a Londra. Poi mio fratello Orazio e consorte mi tranquillizzavano: vedrai - dicevano - è più facile di quanto non sembri. A me una mega-città europea di 10 milioni di abitanti faceva paura a "prescindere", ed in effetti mi sbagliavo. E' stata un'intensa splendida settimana, immersi in una grande città con la sua secolare storia ma proiettata verso il futuro con la sua colorata verietà umana, i suoi edifici classici ed i suoi grattacieli hi-tech e l'impeccabile sistema dei trasporti pubblici. E poi: British Museum, Greenwich, The O2-British Music Experience, Science Museum, Natural History Museum, National Gallery, Tate Modern, i grandi parchi, i ponti sul Tamigi, i quartieri, le piazze, i mercati, i luoghi-simbolo del grande rock inglese. Ho osservato la gente nella metropolitana ("... mind the gap, mind the gap"), di tutte le razze e di tutte le confessioni, un caleidoscopio umano che fa bene alla vista, perchè in un certo modo in armonica convivenza, nel rispetto delle regole. Ho cercato, non trovandolo, un equivalente italiano in tutto ciò, dunque ho cercato un perchè. Il livello di civiltà di un popolo? Diverse cose messe insieme, ma sopra tutto, una sensazione di accoglienza e di sicurezza. Ad esempio, in metropolitana tra un gruppetto di scozzesi mezzo ubriachi per i loro festeggiamenti mi sentivo più sicuro che in una qualunque strada deserta di Bari vecchia. Non soltanto per videosorveglianza e poliziotti discreti ma presenti: ecco, forse per un senso civico diffuso, profondo e radicato. Ed il rispetto delle regole. Ho visto due rampanti mediorientali in Lamborghini beccare un verbale davanti ai magazzini Harrods rei di aver fatto una (dico una) accelerata di troppo. Ecco infine il perchè, anzi i "due perchè": il senso civico ed il rispetto delle regole. Una coppia virtuosa che qui funziona e si autosostiene: se vuoi farti del male, sei libero di farlo ma nelle tue mura, se vuoi dare dimostrazione del tuo ego con offese gratuite o atti di vandalismo, prima della polizia sarà il tuo vicino di fermata del bus ad interromperti con fermezza. Per estensione, tutta l'economia di una nazione ne beneficia e qui intravedo un'ipotesi: quello che ci dicono del Regno Unito attraverso i media italiani non è tutto reale (e stavolta deve darmi ragione il mio amico Vito, che mi rimprovera di vedere dietrologia ovunque), preferendo notizie di folklore sui reali di Inghilterra e sui vari Royal-baby. Di certo c'è che ho incontrato un sacco di ragazzi/e italiani/e a lavoro nei negozi londinesi, ne deduco che qui il mercato del lavoro funziona meglio che altrove, leggasi Italia, dove è soffocato da mille leggine che ostacolano anzichè favorire. Sarei rimasto volentieri ancora un pò in questa terra, vorrà dire che ci devo tornare. E se non ci tornerò, voglio che ci tornino i miei figli, perchè respirando quest'atmosfera, crescano più europei di me, stupido piccolo italiano medio.

Martino, Mgz e Cosmo a Londra, sulla collina del Greenwich Royal Observatory

martedì 30 luglio 2013

lunedì 1 luglio 2013

Saggio di fine corso 2013.

Anche quest'anno, il saggio di fine corso per Cosmo e Martino, rispettivamente alle percussioni e alla chitarra elettrica: oh yeah! I loro maestri mi hanno coinvolto e molto volentieri mi sono prestato a fare loro da "spalla".



domenica 2 giugno 2013

Festa della Repubblica. Per me oggi è come un compleanno, perchè qualche anno fa nel giorno 2 giugno inaugurai il nuovo studio.
Stamattina ho esposto il tricolore sul balcone di casa; mentre lo facevo ho visto gente passare ed osservarmi con un fare compassionevole, di come si guarda il fratello scemo da portarsi alle feste. Chissà se mi avrebbero guardato allo stesso modo se avessi esposto chessò un drappo bianconero, rossonero, nerazzurro ecc... Questa italietta a valori è messa proprio male.




venerdì 31 maggio 2013

L'altro giorno, su FB, ho pubblicato il seguente dittico sottotitolato "musica troppo avanti nei tempi". Ho scelto queste due perle della musica: Substitute (The Who -1966) e River Man (Nick Drake - 1969). Enjoy it.




domenica 5 maggio 2013

A proposito di lavoro (che viene a mancare).
Solo l'altro giorno dai palchi del primo Maggio nazionale si lanciavano alti gli appelli al governo per un futuro lavorativo più certo, perchè l'emergenza crisi in Italia è ormai più di un'emergenza. Mai avrei immaginato che l'onda lunga di questo clima di incertezze economiche avrebbe toccato da vicino la mia quotidianità, un pò forse perchè noialtri gente del Sud a stringere la cinghia ci siamo storicamente avvezzi, dunque cronicamente rassegnati. Evidentemente è un segno dei tempi, sud e nord d'Europa ormai non fa differenza, tutti siamo coinvolti: un mio compaesano viene ritrovato cadavere nelle acque di Taranto. Ahimè, mio conoscente decennale per ragioni di lavoro.
Togliersi la vita significa un grido di accusa verso una società che in mille modi avrebbe potuto aiutare Vito ad evitare il gesto, ma in questo caso un'accusa ad uno Stato che in altri mille modi avrebbe dovuto tutelare un lavoratore che rimane temporaneamente senza lavoro. Per quello che ho conosciuto di lui, mi rimane l'immagine di una persona dotata di una grande curiosità scientifica, che ha voluto indirizzarsi, con determinazione, sempre verso migliori traguardi: quando lo conobbi era titolare di una piccola ditta del settore impiantistico (fu tra i miei primi clienti, appena aperto lo studio), poi l'ho ritrovato come agente di commercio sempre nel settore dell'impiantistica elettrica, in effetti anche a me troppo stretto era sembrato per lui l'abito di semplice installatore.
Competente, serio, puntuale, mai pedante, dotato di un discreto senso dell'humor, tipico delle persone acute. Era passato tra varie rappresentanze, in ruoli sempre crescenti, fino ad essere direttore commerciale di una delle massime aziende fornitrici del sud-est barese. Poi l'ultima sfida: il settore delle fonti rinnovabili. Però l'aveva fatto a modo suo, diventando agente per il Mezzogiorno di un prodotto molto innovativo, del quale ero sulle tracce già da diversi anni e per separate vie: generatori elettrici micro-eolici ad asse verticale. Un settore di nicchia sì, ma con grandi potenzialità, sul quale abbiamo trovato subito un'ottima intesa e per il quale mi confidava, nell'ultimo incontro avvenuto solo pochi mesi fa, un certo trend in ascesa, che lasciava ben sperare. Mi parlava anche dei progressi del primogenito Stefano, avviato agli studi in Ingegneria. Ora il punto, che mi interroga senza risposta da ieri è il seguente: come può un uomo dotato di tali risorse pensare di lanciarsi giù dal Punta Penna, il più grande ponte pugliese?
La stampa dice che da qualche settimana non lavorava più, ma io un'opinione personalissima, a caldo mi sento di esternarla. Il settore del rinnovabile in Italia è divenuto una giungla, dove sopravvivono squali senza scrupoli e dove non c'è posto per la competenza. Ed entrare con le migliori intenzioni di proporre sistemi energetici alternativi dotati di rendimenti elevati e ridursi a fare i conti con target di vendite non raggiunti dev'essere stato un brutto affare per un galantuomo come Vito. Questo non è mercato globale, questa è malaeconomia, che ha infettato tutti i governi a tutte le latitudini.
E di fronte ad una vita che si spezza, e non stiamo parlando con rispetto parlando del poveraccio che mendica al marciapiede, ma di un professionista rispettabile, vanno a monte tutti i bei discorsi della green-economy e dell'edilizia sostenibile, perchè è di questo che dobbiamo cominciare a parlare: delle vittime innocenti della lotta tra le economie tradizionali basate sul combustibile fossile e le economie emergenti basate sul rinnovabile.
Vito perdonami, sicuramente non ho ho dato un gran contributo alla tua famiglia con queste righe, perchè in questo momento sono scosso dalla notizia, amareggiato, ma in futuro voglio spendere un pò delle mie energie per fare giustizia, perchè ciò che ti è accaduto è un'ingiustizia, perchè una responsabilità venga fuori e paghi per te. Ciao, amico.

Update 06.05.2013: Al funerale c'erano parenti, amici ed autorità. Pochi ed increduli, con facce interrogative, i familiari chiusi in un cupo e muto dolore. La sensazione è che questa morte verrà presto dimenticata, che diventi solo un numero per statistiche, che non ci interroghi sul vero senso della vita e su cosa mettere al centro della propria vita, diversamente dagli auspici dell'omelia di don Beppe. Spero di sbagliarmi.

martedì 30 aprile 2013

Ho diversi motivi per essere deluso dalla elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Anzitutto perchè una ri-elezione di un presidente, nelle modalità di come poi si è sviluppata, equivale ad una chiusura su se stessa della politica. Un arroccarsi attorno a posizioni consolidate per paura di un futuro nuovo ma incerto ed una certa sufficienza nei confronti dell'elettorato: la distanza tra politica e cittadini è inevitabilmente aumentata. Poi si aggiunga un pericoloso effetto collaterale: la caduta della fiducia nell'ultima istituzione ancora risparmiata dalla malapolitica di quest'ultimo ventennio, proprio il Quirinale. Il senso dello Stato barcolla. Poi, altro motivo di delusione è questo incarico rapido al nuovo Primo Ministro, che poi ha partorito il governo che oggi leggiamo sui quotidiani: una conferma del mio scetticismo di cui alla riconferma presidenziale. La politica che basta a se stessa, la consultazione elettorale praticamente inutile, una certa sinistra implosa sotto il peso di un vantaggio elettorale minimo (il tempo dirà se ciò è stato un bene) e di una legge elettorale machiavellica, un senso di impunità diffuso, aumentato se si vuole, rispetto al passato. L'attentatore di Palazzo Chigi del 28.04, comunque lo si voglia leggere, gesto isolato o complotto, è perfettamente inscrivibile in questo quadro. Ma per chi come me continua a lavorare e pagare regolarmente le tasse, a rispettare le leggi e ad insegnare il senso civico ai propri figli sorge il dubbio di avere un carico eccessivo sulle spalle, di volersi scaricare da responsabilità imposte, di voler finalmente augurarsi un futuro da media europea. E' troppo? Non credo. Semmai decisamente troppo poca è la pazienza residua, persino per uno come me che di pazienza ne ha da vendere: spero che tutto questo potere dei pochi sulle spalle dei tanti crolli presto, e se servirà una spinta a farlo crollare, io ci sarò. Per ballarci sopra a ritmo di rock-n-roll, un giorno.


L'immagine non ha a che fare col testo, ma è un segno di speranza, anzitutto a me stesso, una voglia di rimanere aggrappato a quanto di più mi è caro, in questo momento di tormenta.

sabato 30 marzo 2013

Ha 40 anni ma non li dimostra, e secondo me, la migliore opera rock di ispirazione religiosa: Jesus Christ Superstar.


Ho amici credenti e non credenti, e tra questi ultimi sento spesso osservare: "Jesus Christ Superstar è una vera opera rock, probabilmente la più alta espressione della religiosità moderna. Da quel momento è stata solo una marcia indietro".

sabato 16 febbraio 2013

mercoledì 30 gennaio 2013

Youtube mi ha fatto lo scherzetto: ha cassato un video della mia pagina. Gli avvocati di una fantomatica società americana assoldati dai Supertramp hanno intimato a Youtube di RIMUOVERE un mio video (...ben 442 visite!) nel quale strimpello per meno di due minuti i frammenti di una canzoncina (Give a Little Bit), reo di aver violato una serie di copyright.
E' che mi rode: ci sono tante altre porcherie sul web e nessuno le rimuove, non credo di aver fatto niente di male. Ecco qui che mi hanno mandato e notare il tono minaccioso:
Per cui dico: "Cari Supertramp, vi stimavo, fino a ieri. E tu,  Roger Hodgson sei una merdaccia, hai perso in un sol colpo tutti i punti di stima che ti eri guadagnato per la tua musica, soltanto per pochi dollari in più: spenditele in medicine!"