giovedì 30 dicembre 2010

Un post, almeno un piccolo post per riassumere questo anno 2010 ormai andato. Ma è inutile, non mi viene niente in mente, niente di epico, bello, importante, unico; oppure chessò, un'immagine che possa riassumere quest'anno, che in verità di cose da raccontare ne avrebbe tante, per fatti pubblici e privati. Però ... sì, una foto ce l'avrei: non è bellissima, ma è simbolica e di simboli si può anche campare - ma abbiamo bisogno ancora di simboli, in quest'epoca di plastica e bit?
Questa qui raffigurata è una porta, che può aprirsi a momenti oppure s'è appena chiusa; o ancora, è una porta che non si apre da molto tempo, oppure che non si aprirà più, infine potrebbe essere una porta che si aprirà sì, ma tra moltissimo tempo e quando lo farà vi si potrà raggiungere un'altra dimensione, un pò come nello Stargate... chissà. Comunque io questa porta l'ho vista e non sono rimasto indifferente al suo fascino: ci tornerò e chiederò a lei consiglio per il nuovo anno.
Auguri a tutti i web-viandanti e, soprattutto, un bacio ai miei Dueperdiciassette e mia moglie, stringiamoci forte attorno a questo neonato 2011 e curiamolo bene fin dall'inizio.

giovedì 11 novembre 2010

Buon S. Martino a tutti i Martini (e le Martine, ovvio)!!!

Martino


Nella foto: Martino e suo fratello Cosmo sullo sfondo, i Dueperdiciassette.

giovedì 7 ottobre 2010

Un pò per colpa di FB (Facebook), un pò per gli avvenimenti che ci hanno coinvolto nei giorni scorsi, tendo a trascurare il mio caro blog ultimamente. In famiglia siamo in apprensione per la salute di mio suocero, colpito nei giorni scorsi da un serio problema cardiovascolare che ha richiesto un intervento d'urgenza, lungo e rischioso, presso il policlinico del capoluogo. Ora è fuori pericolo, lo attende una lunga riabilitazione ed un ripensamento delle sue attività, possiamo dire che sia un miracolato perchè al 118 quella mattina l'avevano dato ormai per spacciato.
Auguroni Cosmo, da tutti noi!



lunedì 13 settembre 2010


- "Mi faresti compagnia stasera per andare a sentire quegli amici che suonano al rock-festival, sai mamma e tuo fratello non vogliono venire, rimangono a casa..."
- "Si papà, vengo perchè voglio farti un regalo per il tuo compleanno."
- "Grazie!"


-  Cosmo, 8 anni tra qualche giorno. -

sabato 4 settembre 2010


Mi sveglio stamattina e mi rendo conto che la persona che ho accanto è quella che amo e questo si ripete da quattordici anni, e mi stupisco. Poi tutto il resto: i figli che ogni giorno mi regalano un sorriso, una famiglia che mi è vicina, un lavoro dignitoso, una casa. Ma anzitutto lei, il fulcro di tutto quanto: ho voglia di passarne ancora tanti anni insieme a te, Mgz!
Un abbraccio fortissimo ed un augurio per il nostro anniversario.

lunedì 23 agosto 2010

Ricicliamo un vecchio post, và...


Noi che ci divertivamo anche facendo "Strega comanda color."
Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a "Regina reginella" e a "Campana".
Noi che facevamo "Palla Avvelenata".
Noi che giocavamo regolare a "Ruba Bandiera".
Noi che non mancava neanche "dire fare baciare lettera testamento".
Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo "Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini".

... ... ... ...

http://dueperdiciassette.blogspot.com/2007/11/faccio-copia-incolla-di-una-mail-del.html


Courtesy image: www.pagine70.com

domenica 18 luglio 2010

G. arrivò davanti a quelle colonne, armato di bici e della sua Yashica reflex. Tirò un sospiro profondo e disse a se stesso: "Andiamo!".
Era il 18 luglio 1992; lui aveva cominciato a vederla da poche settimane, a fine lavoro la sera e giusto dieci minuti, abbastanza per capire che si trattava di una persona speciale, diversa da tutte le altre fino a quel momento conosciute. Lei parlava della campagna, della sua vita, del suo lavoro, dell'azienda agricola e della casa a trulli dei suoi... "Posso venire a fare qualche foto a questi trulli?" Che scusa banale, ma in fondo lui aveva bisogno di sapere qualcosa di più di lei, di capire perchè era attratto da questa ragazza solo all'apparenza semplice e luminosa. Doveva pur fare qualcosa e siccome a G. è sempre piaciuto prendere il toro per le corna, quella di andare direttamente a casa di M. e presentarsi ai suoi come "un suo amico" sembrava un'idea giusta. I trulli apparvero come sono, gioiellini su una piccola collina, davanti a loro un'aia e un ciliegio solitario. Qualche giorno dopo, sfogliando le stampe ritirate dal laboratorio fotografico (eh, non c'erano le digitali…) G. fu attratto dal profilo di M. accanto al ciliegio. Ne rimase stregato, potenza di una foto.


martedì 29 giugno 2010

Di quanto sia importante per me la musica, di quanto faccia bene alla mente e al cuore, è noto. Il passo successivo è seminare questo germe, sperando che possa attecchire bene e dare frutti...





lunedì 7 giugno 2010

Con una Fiat 500 rossa, una bella domenica sulle Murge baresi e la capote rigida rimossa sembra di volare. I piccoli sgranocchiano due ciliegine, rosse ovviamente... :-)
 


domenica 16 maggio 2010

Your Possible Pasts (Pink Floyd - The Final Cut - 1983)

They flutter behind you
your possible pasts
Some bright eyed and crazy
some frightened and lost
A warning to anyone still in command
Of their possible future to take care
In derelict sidings the poppies entwine
With cattle trucks lying in wait for the next time

Do you remember me? how we used to be?
Do you think we should be closer?

She stood in the doorway the ghost of a smile
Haunting her face
like a cheap hotel sign
Her cold eyes imploring
the men in their macs
For the gold in their bags
Or the knives in their backs
Stepping up boldly one put out his hand
He said, “I was just a child then
now I'm only a man"

Do you remember me? how we used to be?
Do you think we should be closer?

By the cold and religious we were taken in hand
Shown how to feel good
and told to feel bad
And strung out behind us the banners and flags
Of our possible pasts lie in tatters
And rags

Do you remember me? how we used to be?
Do you think we should be closer
?


______________________


Fluttuano alle vostre spalle
i vostri passati possibili
Alcuni lucidi e pazzi,
altri spaventati e perduti
Un avvertimento a chi è ancora al comando
Di prendersi cura dei loro possibili futuri
Sui binari morti abbandonati i papaveri si intrecciano
Con carri da bestiame in attesa per la prossima volta

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

Lei se ne stava sulla soglia, il fantasma di un sorriso
Ossessionava il suo volto
Come fosse l'insegna di un piccolo hotel
I suoi occhi freddi imploravano
Gli uomini nei loro impermeabili
Per l'oro nelle loro borse
O per i coltelli nelle loro schiene
Uno si fece avanti deciso, le diede la mano
E disse: "Allora ero solo un bambino,
Adesso sono solo un uomo”

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?

Dal freddo e dai religiosi siamo stati presi per mano
Ci mostravano come sentirci buoni,
E ci dicevano di sentirci cattivi.
E appesi alle nostre spalle, gli stendardi e le bandiere
Dei nostri possibili passati giacciono in stracci
E brandelli

Ti ricordi di me? Di come eravamo?
Pensi che dovremmo essere più vicini?



Credits: Stefano "Reg" per la traduzione.

sabato 1 maggio 2010




Grigiori


Hai il grigiore di un tempo



non mi convince, devo indagare



se non hai corso vincendo



ti potrei superare.



Ti saresti vantato di perdere



un giorno di cui non sai la verità,



ma va da se che è incantevole



non riportare bilanci in perdita…



Hai ancora bisogno di me?



Risparmiami almeno un colore nuovo



di quelli che per te



non sono che pane e ritrovo



scordami, scorda me.



Ora devo credere che



ci sia ancora del nastro davanti



oppure un bel pacco di scorte



luce da giorni importanti



in realtà restano solo pagine morte.     



 



 






mercoledì 17 marzo 2010



Cosmo e Martino, i ... dueperdiciassette.
Auguri a Martino, per i suoi 10 anni!!!

domenica 14 marzo 2010

Il cavolo frattale


Sarà per quel suo verdino acceso, sarà per quella sua forma solo apparentemete sgraziata, ma che a ben vedere nasconde un microcosmo, il
cavolo-broccolo romanesco o romano, con le sue cimette così ben disegnate e che si ripetono all'infinito avvolgendosi a spirale mi ha da sempre incantato, incuriosito e stupito.
E' mai possibile che un prodotto della natura abbia tanta matematica da nascondere? Evidentemente sì, e finchè sarà così ci sarà ancora da scoprire e (ne consegue) non ci sarà voglia di dire: non c'è più nulla da scoprire. No, dico questo perchè viviamo in tempi così intrisi di indolenza, di superficialità e sciatteria che c'è di che schifarsi. Per fortuna basta guardare quello che ci circonda con gli occhi della scienza per rinfrancarsi l'animo: è la differenza che passa tra noialtri gente di scienza e la politica. Ad ogni modo sul finire degli anni '70 un tale Benoit Mandelbrot, matematico, scopre la geometria frattale, dove le figure possono ripetersi all'infinito ed assumere sembianze simili a qualunque scala. E scopre anche che il cavolo frattale (diamogli un nome consono), come la costa del mare oppure i bronchi dei nostri polmoni sono tutti figli della stessa geometria frattale. La vertigine dell'autoripetitività delle forme che diventa bellezza e seduzione: un grande!
P.S.1: L'immagine è mia, non l'ho rubata sulla rete;P.S.2: Poteva mancare su Facebook un gruppo intitolato al Cavolfiore frattale (Fractal cabbage)? Certamente no, e chissà chi l'ha creato... ;-)

sabato 27 febbraio 2010






Si, anch'io ho visto Avatar, con moglie e bambini. E ovviamente m'è piaciuto, perché come dicono altri è spettacolare, coinvolgente, ecologista, grandioso, intrigante, etico, commovente, onirico, mozzafiato, romantico ed anche furbetto (cit. Leela). Pandora è il mondo che ognuno di noi vorrebbe, con degli alieni alti e bellissimi, un trionfo di esobiologia dove "senti" la vita che ti circonda entrando in intima connessione con essa, innamorandotene. Poi tecnologia a quintali e la lezione anti-americanista che non guasta mai, anche se nel 2154 si spera che piedone l'americano si sia già stancato di esportare democrazia a suon di bombe, rompendo, pagando i danni e pretendendo. Certo se solo l'1% della lezione ecologista del film giungesse alle pie menti nella stanza dei bottoni, l'umanità sarebbe migliore già da subito, senza aspettare il secolo prossimo venturo. Ed è per tutte queste ragioni che poi esco dal cinema con un misto di euforia e di sconforto; e mi capita sempre più spesso.

















































domenica 31 gennaio 2010


Nei giorni scorsi ho portato i piccoli al circo. O meglio, se non era per loro non ci mettevo più piede in un circo. L'ultima volta che l'ho fatto avevo la loro età e l'impressione che ne trassi (il generale degrado della struttura, gli assistenti del pubblico che erano anche domatori, gli animali stanchi) fu talmente negativa che non volevo più saperne. Non è che la situazione sia tanto migliorata (gli animali sono sempre depressi, appena entrati la prima cosa che ho cercato – deformazione professionale – è stata l'uscita di emergenza, senza trovarla) ma M&C si sono divertiti, ed anche Mgz. Ora però ho capito meglio cos'è che per tanto tempo ha attratto la gente al circo: per i bambini, vedere gli animali esotici dal vero (qualche bambino tuttora non ha visto neanche un cavallo), per il gentil sesso le prodezze degli atleti muscolosi e per noi maschietti il cxlo delle ballerine ;-p