domenica 18 luglio 2010

G. arrivò davanti a quelle colonne, armato di bici e della sua Yashica reflex. Tirò un sospiro profondo e disse a se stesso: "Andiamo!".
Era il 18 luglio 1992; lui aveva cominciato a vederla da poche settimane, a fine lavoro la sera e giusto dieci minuti, abbastanza per capire che si trattava di una persona speciale, diversa da tutte le altre fino a quel momento conosciute. Lei parlava della campagna, della sua vita, del suo lavoro, dell'azienda agricola e della casa a trulli dei suoi... "Posso venire a fare qualche foto a questi trulli?" Che scusa banale, ma in fondo lui aveva bisogno di sapere qualcosa di più di lei, di capire perchè era attratto da questa ragazza solo all'apparenza semplice e luminosa. Doveva pur fare qualcosa e siccome a G. è sempre piaciuto prendere il toro per le corna, quella di andare direttamente a casa di M. e presentarsi ai suoi come "un suo amico" sembrava un'idea giusta. I trulli apparvero come sono, gioiellini su una piccola collina, davanti a loro un'aia e un ciliegio solitario. Qualche giorno dopo, sfogliando le stampe ritirate dal laboratorio fotografico (eh, non c'erano le digitali…) G. fu attratto dal profilo di M. accanto al ciliegio. Ne rimase stregato, potenza di una foto.


2 commenti:

beppestarnazza ha detto...

Chiaramente autobiografica, la storia continua: quattro anni dopo i nostri (http://dueperdiciassette.blogspot.it/2006/09/non-sei-tu-quello-che-si-sposa.html) convolano a nozze... quei trulli ed il ciliegio sono ancora lì, intatti col loro fascino. Potenza di una foto.

nonhotempo ha detto...

Belle le storie che continuano...