Naturalmente lei è MGZ (Maria Grazia, mia moglie). Fatele gli auguri, anzi facciamo che tra due giorni vi lascio un post apposito dove farli. Ok?
P.S.: Se passa di qui e chiede di me, ditele che non mi avete visto...
Un vero talento, questa graziosa contrabbassista (si, non ne avevo viste finora) di nome Esperanza Spalding. L'altra sera era ospite dalla Dandini a Parla con me, in duo con un ottimo pianista. Una voce espressiva, una freschezza naturale, una tecnica eccezionale, un rapporto con lo strumento molto fisico. A soli 24 anni ha già varie collaborazioni con i big del jazz, e ne sentiremo sicuramente parlare ancora. Da ascoltare e vedere!
Non mi pare finora di aver speso esplicitamente parole sul paese nel quale sono nato e vivo. Si, proprio quello, Alberobello (i trulli, sito Unesco, ecc…). Tuttora cerco di carpirne il segreto, di cosa hanno di speciale queste pietre accatastate, quei pinnacoli e quelle chiancole. Una volta, di fronte ad un celebre architetto esposi una mia fantasiosa ipotesi: la forma del trullo ha in se rapporti riconducibili alle sezioni auree e a numeri celebri, troppo per un popolo di contadini, possibile se ipotizziamo origini extraterrestri ... il trullo come uno stargate, insomma. Pseudolo, presente alla scena voleva sprofondare ma l'architetto non mi guardò con lo sguardo pietoso; ci pensò un po’ e disse qualcosa tipo: "Di molte architetture tramandateci da popoli antichi non sappiamo tutto, basti osservare le piramidi ad esempio."
Tutto sommato amo il mio paesello, la sua gente, la sua provincialità, le tradizioni. Poi i trulli sono uno spunto continuo di immaginazione, sullo sfondo di un cielo terso soprattutto. Vi racconto di questa mia foto sopra.
C'è un affaccio sulla zona monumentale che ad ogni obiettivo di turista in visita a questo curioso paesello non è sicuramente sfuggito: il belvedere accanto alla chiesa di S. Lucia. Alla ricerca di un'immagine originale per una pubblicazione su Alberobello, nel maggio 2004 ho cercato un punto di ripresa nuovo. Idea: 20m più in alto, dal campanile della chiesa di S. Lucia. Oz mi presta la sua Nikon col grandangolo. Prima tappa: affronto l'obiettore che in quei giorni sorveglia l'altare con l'urna della Santa in visita ad Alberobello. Non mi conosce e quindi mi blocca in sagrestia: si, ho il permesso di don Fabio, lo chiamo ora così potrà confermare … "pronto don, sono Giuseppe, dovrei fare due foto dal campanile … sì, ti passo l'obiettore". Mi lascia passare, con le scuse. Scala a chiocciola non agevole, cacche di piccioni da scansare, una pesante botola metallica in cima alla scala da far scorrere, altre cacche di piccione, un campanone a pochi centimetri dalla testa … ma finalmente una panoramica davvero unica, emozionante. Monto l'obiettivo grandangolare, regolazioni, fotocamera in posizione e … batteria scarica! Dietro front, chiudo la botola, scendo, raggiungo a piedi lo studio di Oz (quel tipografo/grafico di mio fratello…), 500m andata e 500m ritorno a piedi, di corsa per non perdere quella luce giusta, il pass dell'obiettore, sagrestia, scala a chiocciola, cagate di piccione, botola, campanone da scansare, sudore, macchina in posizione: click!
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Update 14.02.2009.
Com'è la città dei Trulli dopo una spruzzata di neve? Più o meno così:
Panzerotto del Nintendo.
Il beep-beep del cell. che annuncia un messaggio di sabato pomeriggio alle ore 15.00 circa non è mai un bel presagio: significa che la suonata della band è rimandata. C.v.d. Orfano dell'appuntamento ormai divenuto regolare (stavolta m'ero anche ripassata la parte – prof. Paki ci ha bacchettato tutti sabato l'altro, per non averlo fatto adeguatamente pur avendo spedito il relativo mp3 dei due ultimi pezzi) vagavo per casa alla ricerca di un motivo esistenziale, un motivetto da canticchiare mentalmente o più semplicemente qualcosa per riempire il buco allo stomaco nel frattempo creatosi. Finchè MGR mi illumina: visto che fuori fa freddo, stasera ci starebbero bene due panzerotti; magari in compagnia di Mario e i suoi. Mario è l'amico di banco di Martino, i suoi sono il papà Gianfy (simpaticissimo, buona forchetta) e la mamma Terry (mille risorse, mai ferma un attimo). Detto fatto: Mario è già a casa con la sua Nintendo, da confrontare e mettere in wireless con quella di Martino appena recapitata dal Babbo Natale, che è riuscito a bypassare i veti del sottoscritto – sui videogame sono uno all'antica io, perché una PS2 entri in casa bisognerà che SantaKlaus passi prima SU di me. I panzerotti di mia moglie riscuotono sempre un vasto consenso: la sua segretissima ricetta del ripieno e l'impasto vellutato al Bimby, unite alla frittura bilanciata affidata al sottoscritto ovunque sono ben accetti. Proprio con Terry e Gianfy si parlava di un'altra panzerottata, anche loro presenti giusto un anno fa, in quella che fu definita la panzerottata musicale. La nostra serata è passata così, mentre i bambini erano presi dalle magiche scatolette a due displays … direi infernali scatolette, perché sono riuscite a far litigare Cosmo e Martino più del solito negli ultimi tre giorni!